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Lucca

Gasolio nel torrente, due imprenditori finiscono nei guai

La gora di Guamo
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La gora di Guamo

Citazione diretta a giudizio per l’inquinamento della Gora. Indagato anche il legale rappresentante della “Galeotti”

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LUCCA. Durante i lavori di escavazione eseguiti sul piazzale della ditta per realizzare una condotta antincendio l’impresa incaricata avrebbe provocato l’apertura di una stanza interrata dove si trovava una cisterna di gasolio non bonificata. Per l’accusa la cisterna venne danneggiata e le piogge sopraggiunte di lì a poco provocarono la contaminazione delle acque da idrocarburi che riversatisi nel cunicolo sotterraneo finirono in una condotta che si immetteva nel torrente Gora a Guamo. Il gasolio imbrattò il corso d’acqua, come evidenziava una velatura in superficie di sostanze idrocarburi liquidi. Accadeva nel periodo che va dall’11 al 17 novembre dello scorso anno e l’ufficio ambiente del comune di Lucca fu costretto a incaricare con urgenza l’impresa Ecoflash srl per arginare il flusso di gasolio nel torrente con una spesa di 20mila euro. Una vicenda che non passò inosservata perché dopo lo scarico nella Gora intervennero sia la polizia provinciale che quella municipale che inviarono un dettagliato rapporto alla procura.

A distanza di cinque mesi il sostituto procuratore Lucia Rugani ha citato a giudizio per getto pericoloso di cose il legale rappresentante della società «Cartografica Galeotti spa» quale committente dei lavori e il titolare della ditta Borelli incaricata di eseguire le opere nel piazzale della Cartografia in via di Vorno a Guamo.

Indagati e reati. Rischiano l’arresto sino a un mese e l’ammenda sino a 206 euro, Mauro Galeotti, 85 anni, di S. Giusto di Compito, titolare della nota azienda del Capannorese e Giulio Borelli, 61 anni, residente nella periferia di Lucca. Il primo, in qualità di committente, sostiene di aver incaricato un’impresa edile per effettuare lavori di escavazione sul piazzale in particolare in prossimità del locale adibito a centrale termica e consistenti nella rimozione dell’asfaltatura e nella realizzazione di uno scavo per la realizzazione della condotta antincendio. Il secondo invece è il titolare dell’impresa edile che ha eseguito i lavori di scavo.

È indagata anche la società Cartografica Galeotti, nella persona del legale rappresentante pro tempore Marcello Galeotti, perché stando al pubblico ministero avrebbe risparmiato invece di sostenere spese necessarie con l’adeguata progettazione dell’intervento e la bonifica con la messa in sicurezza, prima dell’esecuzione dello scavo, della cisterna per gasolio e tutti gli interventi necessari e urgenti per arginare il flusso di gasolio sul torrente Gora a Guamo.

Per la procura invece Mauro Galeotti, responsabile del controllo e della gestione in materia di protezione dell’ambiente e prevenzione all’inquinamento, dopo che la polizia provinciale e quella municipale l’11 novembre 2014 aveva accertato la presenza di idrocarburi nelle acque superficiali non avrebbe comunicato agli organi competenti il verificarsi di un evento potenzialmente in grado di contaminare le acque. Per gli inquirenti le acque contaminate dal gasolio rimasto nella cisterna rotta dallo scavo si riversarono in una condotta del diametro di 200 millimetri che attraversava la Galeotti spa e l’impresa Tuccori e si immetteva nel sistema di convogliamento delle acque meteoritiche, sempre costituita da tubi in plastica interrati, che attraversavano le strade pubbliche riversandosi nella Gora.

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