Sicurezza
La chiesa romena di Lucca apre le porte a tutta la città
LUCCA. Compie dieci anni la diocesi ortodossa romena d’Italia, che ha la sua chiesa di riferimento a Lucca: è la parrocchia di Sant’Antonio il Grande in via Sant’Anastasio, diretta fin dal suo...
LUCCA. Compie dieci anni la diocesi ortodossa romena d’Italia, che ha la sua chiesa di riferimento a Lucca: è la parrocchia di Sant’Antonio il Grande in via Sant’Anastasio, diretta fin dal suo insediamento dal don Livio, 35 anni e quattro figli, tre dei quali nati da quando il parroco e la moglie si sono trasferiti in città.
Per il decennale la chiesa romena ha voluto che fosse completata l’affrescatura di tutto l’interno del luogo sacro. Infatti, non un centimetro quadrato è rimasto scoperto dalle pitture, né delle pareti, né del soffitto (a tempera grassa), né del piccolo “studio” (ex cucina, dipinto ad affresco) col soffitto basso e la volta. Domani e dopodomani dalle 15 alle 18 saranno organizzate visite guidate (una ogni mezz’ora) nella chiesa di Sant’Antonio. Domani alle 18 verrà cantato l’inno Akathistos, con la parrocchia del centro storico e alla presenza del vescovo Italo Castellani; venerdì altri due appuntamenti: alle 10 la liturgia concelebrata dai sacerdoti ortodossi romeni della Toscana e alle 21 il concerto di musica bizantina a cura della corale della diocesi ortodossa romena d’Italia.
La chiesa romena apre le sue porte, sottolinea don Livio, e non solo ai suoi fedeli. Anche ai lucchesi affinché la conoscano, anche ai visitatori: l’idea infatti è di inserirla in futuro nei circuiti turistici della città.
I festeggiamenti per il decennale della chiesa «non sono una celebrazione interna - dice il rettore della Cattedrale don Mauro Lucchesi -, ma aperta a tutta la città. È un’occasione di incontro anche con la comunità lucchese: la maggior parte della gente non conosce questa chiesa. Con don Livio e il suo nutrito gruppo di volontari si è creato un bel clima di comunità». «Grazie a questa occasione di incontro - gli fa eco don Livio - si potranno superare barriere mentali che ognuno di noi ha».
Questo il punto di arrivo di dieci anni di lavoro, di presenza della chiesa romena in città. «La nostra comunità si costituì il 24 aprile 2005 nella chiesa di San Cristoforo. Vi rimanemmo due anni. Il 5 maggio 2007 col metropolita Yosif entrammo in questa chiesa, che ci fu affidata», racconta don Livio. Nel 2008 in Sant’Antonio fu intronizzato il vescovo romeno d’Italia Siluan, sempre presente, nella foto che lo ritrae, sulla sedia usata per quell’evento.
Il primo intervento pittorico risale al 2007: è l’iconostasi dietro l’altare. Poi, dal 2011 al 2013 i quattro artisti romeni hanno realizzato il resto: il ciclo dei santi che - da ogni parte - guardano chi sta dentro la chiesta. Cristo è raffigurato nella parte più alta. «Abbiamo dovuto adattare le nostre pitture all’architettura della chiesa - spiega don Livio -. Le immagini si leggono partendo dal Cristo Pantocratore per poi dirigersi sull’abside destro dove si trova la Natività e arrivare facendo il giro delle pareti fino alla Resurrezione. Nell’altare c’è la scena della Pentecoste. Sono le scene comuni alla religione cattolica, anche la maggior parte dei nostri santi lo è. Tra le immagini abbiamo inserito anche quella di San Frediano, un santo di Lucca». (b.a.)
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