Il Tirreno

Lucca

Assi in ritardo, ma il Governo rassicura

di Luca Cinotti
Assi in ritardo, ma il Governo rassicura

Le inchieste hanno pesato sull’iter del primo lotto. Del Rio: ininfluente l’uscita dal documento delle opere prioritarie

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LUCCA. L’11 settembre scorso al ministero dei trasporti ci fu una riunione per parlare degli assi viari di Lucca: intorno al tavolo il Governatore Enrico Rossi, il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il ministro Maurizio Lupi e l’ingegner Ercole Incalza. Oggi, sette mesi più tardi, gli ultimi due non ricoprono più i ruoli di allora, vittime (a vario titolo) dell’inchiesta sulle grandi opere. Sta (anche) in quello che è successo in questo periodo la ragione del ritardo per il passaggio decisivo al Cipe, che dovrà rendere concreti i finanziamenti per l’opera. A dare una pennellata di giallo, poi, ci si è messo il Documento di economia e finanza stilato dal Governo che ha ridotto il documento delle opere prioritarie a soli 25 progetti, eliminando anche il sistema tangenziale di Lucca.

Fra i primi a segnalarlo il comitato Assi viari (che da anni porta avanti una dura e documentata lotta contro il progetto) che si chiede anche su quali basi potrà - eventualmente - arrivare il finanziamento a un’opera depennata dal cosiddetto “allegato infrastrutture”. Il ministero delle Infrastrutture, però, fa sapere che l’inserimento in questo elenco non è decisivo per la realizzazione o meno di un’opera. Nel Def 2015, infatti, si è operata una selezione molto più rigida del passato (nel 2014 la lista comprendeva centinaia di progetti) su ciò che si può definire “opera strategica”. Riducendo il lotto, appunto soli 25 progetti di importanza anche europea: per intenderci (fra gli altri)il Mose, la Torino-Lione, la Salerno-Reggio Calabria. Investimenti miliardari, che fanno apparire incoerente l’inserimento della tangenziale di Lucca, con un costo cifrato a 270 milioni, ma che potrebbe anche scendere sotto i 200 con le economie proposte dalla Provincia. D’altra parte, il permanere della nostra tangenziale fra le opere prioritarie affonda le radici nell’inserimento originario nella “Legge Obiettivo” del 2001, nata in altro clima politico e con sponsor di peso (a partire dall’allora presidente del Senato Marcello Pera).

Al di là di tutto questo, però, cosa ne sarà delle opere espunte dal Def? A correre i rischi maggiori sono quelle che ancora non hanno completato la fase di progettazione. E non è questo il caso degli assi viari, che hanno passato anche il vaglio della valutazione ambientale e per i quali sono stati individuati i finanziamenti, almeno per il primo lotto: 78 milioni in totale, fra Stato e Regione (15 milioni). Uno stato di avanzamento lavori ben avviato, si fa notare al ministero, che dovrebbe (o potrebbe) mettere il progetto al riparo da rischi o ripensamenti dell’ultimo momento. Anche il ministro Graziano Del Rio - come fa sapere la parlamentare Pd Raffaella Mariani - ieri in audizione ha spiegato che le opere di rilevanza regionale non sono assolutamente messe in discussione.

Certo, i tempi si sono molto allungati da quel famoso 11 settembre, quando il presidente Rossi parlò di gara già entro il 2014. Ma in questi mesi le priorità del ministero sono state altre, e le inchieste hanno creato una sorta di tsunami. In ogni caso il viceministro Riccardo Nencini, quache settimna fa, parlando in un convegno disse che entro fine mese dovrebbe esserci il passaggio al Cipe. In quell’occasione Nencini rispose a una domanda del presidente della Provincia Stefano Baccelli, che oggi ricorda: «Abbiamo più volte sollecitato la riunione del Cipe. Noi, come Provincia, abbiamo fatto il nostro compito: da sei mesi abbiamo concluso la procedura di impatto ambientale, che è stata molto garantista visto che ha compreso l’inchiesta pubblica e la doppia pubblicazione del progetto».

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