Sicurezza
Allarme per la chirurgia «L’attività sarà ridotta»
Il Comitato interviene contro il piano degli investimenti dell’Azienda sanitaria E domani ci sarà la conferenza dei sindaci alla presenza del dg Polimeni
CASTELNUOVO. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha analizzato il piano degli investimenti e i comunicati dell’Asl giungendo ad una conclusione importante quanto nefasta per la Valle: sarà chiusa l’area chirurgica. Intanto, giovedì pomeriggio è attesa una importante conferenza dei sindaci con ospite il direttore generale dell’Asl Joseph Polimeni: appuntamento alle ore 15 presso la sede dell’Unione dei Comuni a Castelnuovo: si tratta dell’appuntamento che era saltato un paio di settimane fa.
Ma il tema più all’ordine del giorno è quello del futuro dell’ospedale di Castelnuovo: «Da questi documenti si capisce che le attività chirurgiche e ortopediche previste nel nostro futuro saranno, se va bene, quelle a minore complessità – dicono i responsabili del Comitato– eliminate quelle che richiedono anche una notte di ricovero».
I cittadini entrano poi ancora di più nello specifico di quelli che sono i progetti per l’ospedale Santa Croce: «Si parla di realizzare sale “fortemente specializzate nella chirurgia a ciclo diurno”, col paziente che entra e esce dall’ospedale in alcune ore. La Asl chiama “potenziamento” la violenta chiusura di due reparti, chirurgia e ortopedia, presenti da decenni in Valle con una qualità riconosciuta a livello nazionale e dallo stesso Polimeni fino a pochi mesi fa. È il compimento del disegno del Governatore Enrico Rossi che, in forza dei nuovi mega-ospedali di Massa, Lucca, Pistoia e Prato, ha deciso di soffocare i presidi di montagna: il triste destino è già realtà in Lunigiana e nella Montagna Pistoiese».
Secondo il Comitato, questo sarebbe «un esito noto dall’estate 2013, quando la Regione commissionò a Sabina Nuti, della scuola superiore Sant’Anna di Pisa, uno studio che giustificasse a posteriori i tagli decisi per il nostro ospedale: ne uscì una relazione raffazzonata che, per i 60.000 pazienti da Minucciano a Valdottavo, prevedeva 58 posti letto e perdita delle attività chirurgiche con ricovero».
Uno scenario dunque terribile e che secondo il comitato potrebbe anche essere peggiore: «L’investimento per le nuove (e depotenziate) sale operatorie è solo una chiacchiera vuota: nel “Piano degli investimenti”, l’Azienda parla di questo come di un “intervento sospeso”, senza finanziamenti. Questa avvilente situazione emerge proprio nei giorni in cui Polimeni conferma la chiusura della dialisi di Castelnuovo e del day hospital oncologico a Barga».
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