Attenzione
In coda per il vaccino anti-meningite
Decine di persone si sono presentate al Centro sanitario di Capannori dopo i casi che hanno colpito due giovani lucchesi
LUCCA. Tutti in coda per il vaccino contro la meningite di tipo C. Succede al Centro sanitario di Capannori, dove in tanti si sono presentati lunedì 20 aprile, nell’orario (9-12,30) previsto per le vaccinazioni. La preoccupazione, l’allarme, in qualche caso addirittura la psicosi si sono diffuse dopo la notizia del caso dell’impiegata di 27 anni che, colpita dall’infezione, si trova tuttora ricoverata all’ospedale dei Santi Damiano e Cosma di Pescia. Le sue condizioni sono stabili, resta quindi sempre grave e i medici confidano che le terapie possano aiutarla a riprendersi, a uscire dall’attuale critica situazione.
L’episodio della giovane ha ovviamente allarmato, in particolare perché l’Asl 2, comunicando la notizia, ha fornito anche i nomi dei tre locali frequentati dall’impiegata nei giorni scorsi: la discoteca KuKu di Antraccoli, il bar ristorante Mai Mai in via Alighieri all’Arancio e la discoteca Capannina di Forte dei Marmi. Logico che tra i coetanei e i frequentatori abituali di questi locali si sia creata apprensione e ci sia stata la corsa alla profilassi.
Diverso invece il caso dell’altro ragazzo di 29 anni, che da alcuni mesi si trova ricoverato in uno dei due letti di isolamento del reparto di rianimazione dell’ospedale San Luca. L’Asl ha immediatamente segnalato l’episodio all’osservatorio regionale, ma non ha ritenuto di dare evidenza alla notizia, perché l’episodio non ha comportato problemi di sanità pubblica: la situazione è stata gestita rapidamente dalla struttura di igiene e sanità pubblica, che ha potuto facilmente ricostruire i contatti stretti del ragazzo. Il cui decorso ospedaliero è stato purtroppo caratterizzato da una serie di complicazioni che hanno costretto i medici a portarlo in sala operatoria e a amputargli i piedi. Adesso il ventinovenne è fuori pericolo e presto potrà iniziare la fase della riabilitazione.
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Centralini presi d’assalto. Due casi nel giro di pochi mesi hanno comunque creato grande preoccupazione, come si evidenzia dalle tante telefonate che nel weekend sono arrivate alla centrale operativa del 118, dagli acquisti in farmacia dell’antibiotico indicato per la profilassi (il Ciproxin), dal numero di persone che a Capannori hanno richiesto di essere vaccinate. Ma al distretto socio sanitario di piazza Aldo Moro sono arrivate anche tantissime telefonate: da genitori preoccupati che volevano sapere se ai propri figli era già stata fatta la vaccinazione, a medici che chiedevano chiarimenti e delucidazioni su come comportarsi di fronte alle richieste pressanti degli assistiti.
Le mamme “pentite”. Tra i tanti casi anche quello di qualche mamma “pentita”: «Ero contraria alle vaccinazioni – dice una giovane donna che chiede informazioni a una assistente sociale – ma dopo tutto quello che è successo ci ho ripensato e voglio fare vaccinare mia figlia».
Il dottor Alberto Tomasi, direttore del dipartimento della prevenzione, e gli operatori del servizio, hanno cercato di fornire tutte le indicazioni utili.
Una linea diretta. L’Asl, dopo una riunione nella sede direzionale di Monte San Quirico, ha deciso di mettere a disposizione una linea telefonica, con personale esperto che risponderà tutti i giorni dal lunedì al venerdì, in orario 10-12, al numero 0583 449993.
«Ai nuovi nati – spiega il dottor Tomasi – sin dal 2006 proponiamo la vaccinazione gratuita contro l’epatite C. Purtroppo c’è un 10% di genitori che non ha aderito, mentre invece è importante avere la maggiore copertura possibile. Per quanto riguarda il ceppo B, dallo scorso mese di ottobre sono iniziate le vaccinazioni dei bambini nati a partire dal 2014».
Vaccinazioni dai pediatri. Adesso l’Asl – come dice il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto della Piana – incontrerà i pediatri di libera scelta per arrivare a un accordo che consenta di accelerare la copertura vaccinale per i ragazzi fra gli 11 e i 18 anni. Chi ha più di 18 anni e volesse sottoporsi a vaccinazione dovrà versare la quota prevista dalla Regione, ovvero 24,10 euro per il vaccino C, 70 euro per il B e 58,23 euro per il quadrivalente (A, C, W, Y) che viene somministrato soprattutto ai viaggiatori che si recano in zone a rischio.
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A Capannori, nella mattinata del martedì, vengono effettuate le vaccinazioni per ragazzi e ragazze fino a 14 anni: oltre alla meningite, ci sono quelle per il papilloma virus, il tetano, i richiami per morbillo, rosolia, varicella. In questo caso si tratta di una attività programmata, attraverso lettere che vengono inviate alle famiglie. Peraltro il centro socio sanitario di Capannori non è l’unico presidio cui rivolgersi per le vaccinazioni.
Un ambulatorio al Campo di Marte. Lo stesso servizio, con accesso libero, viene svolto il giovedì mattina, dalle 9 alle 12,30, nella Casa della salute al secondo piano del padiglione C del Campo di Marte, dove si trova la Medicina dello sport. In genere la media – prima dell’allarme meningite – era di 20-30 vaccinazioni a Capannori e anche 40-45 al Campo di Marte.
I bambini più piccoli devono invece essere accompagnati al distretto di Sant’Anna, dove si effettuano anche le vaccinazioni obbligatorie. Mentre nella Valle del Serchio sono sei i presidi cui ci si può rivolgere.
«Le vaccinazioni contro la meningite – afferma il dottor Alberto Tomasi – non hanno particolari controindicazioni. Ovviamente nel momento in cui ci si sottopone all’iniezione non bisogna essere immunodepressi, avere febbre o avere assunto recentemente terapia a base di cortisone».
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