Attenzione
Il planetario ispira la satira di Crozza
LUCCA. Depennato anche dal piano di alienazioni delle opere pubbliche del Comune.
La storia del planetario costruito a metà finisce - almeno per ora - così, tristemente. Il planetario ovvero una delle seicento opere pubbliche incompiute d’Italia: in questi termini il manufatto realizzato in zona Salicchi, costato un milione e mezzo di euro, è diventato celebre in tutta la penisola: così lo ha classificato il comico Maurizio Crozza nell’ultima puntata della sua trasmissione “Crozza nel paese delle Meraviglie” su La7, affiancandolo a una carrellata di progetti mai finiti, vergogne belle e buone sotto il cielo del Bel Paese.
Una fine molto diversa dalle belle speranze iniziali: una volta completato, il manufatto realizzato tra il 2005 e il 2006 (in epoca di giunta guidata da Pietro Fazzi) su un terreno di proprietà comunale tra la via del Brennero e la zona dell’acquedotto avrebbe dovuto ospitare un laboratorio di osservazione astronomica, sala proiezioni, auditorium per incontri e congressi, e avrebbe dovuto svolgere attività in collaborazione nientemeno che con l’Agenzia Spaziale.
Un progetto in grande: alla spesa di un milione e mezzo di euro aveva contribuito anche il ministero dell’Ambiente all’epoca presieduto da Altero Matteoli.
Ma il sogno è finito. Oltre a quello di ultimarlo (l’allora sindaco Favilla, nel 2011, prevedeva che servissero 700mila euro per renderlo operativo), anche il progetto molto meno ambizioso di venderlo.
La giunta in carica, quella del sindaco Alessandro Tambellini, nel 2012, appena insediatasi, aveva inserito il planetario tra i beni pubblici da alienare contando, con non poco ottimismo, di realizzarci un milione 50mila euro.
Nessun acquirente si è mai presentato e oggi Antonio Sichi, assessore al patrimonio, annuncia che «non ha senso inserire il planetario in un ulteriore piano di alienazioni. Chi vuoi che lo compri: manca perfino la strada di accesso. Ha un valore di spesa, quello sì, ma un piano di ricollocazione di immobili si fa anche in base agli interessamenti ricevuti sul singolo immobile e in questo caso non ne abbiamo ricevuto alcuno. Ci avevano prospettato inizialmente la possibilità di realizzarci un centro per la protezione civile, ma le strade per arrivarci chi ce le costruisce? Sono dell’idea che il planetario rimarrà incompiuto molto a lungo, almeno che non venga fuori una compartecipazione oppure che qualcuno se ne innamori».
Sichi rincara: «Se il planetario era fuori luogo quando fu costruito, adesso è completamente fuori mercato. Il fatto - sottolinea l’amministratore - è che ha bisogno di investimenti troppo ingenti per poter decollare».
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