Il Tirreno

Lucca

L'ALLARME SALUTE

Meningite, un altro giovane ricoverato al San Luca: i medici costretti ad amputargli i piedi

di Fabrizio Tonelli
Una donna si sottopone alla vaccinazione contro la meningite al centro sanitario di Capannori
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Una donna si sottopone alla vaccinazione contro la meningite al centro sanitario di Capannori

Lucca: in cura da oltre un mese nel reparto di rianimazione ha avuto gravi complicazioni. Stabili le condizioni dell’impiegata di 27 anni che si trova all’ospedale di Pescia. A Capannori in coda per vaccinarsi, un numero Asl per le informazioni

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LUCCA. Sono ancora gravi le condizioni dell’impiegata lucchese di 27 anni ricoverata in rianimazione per aver contratto la meningite di tipo C. La giovane, che nella notte tra venerdì e sabato si era rivolta al pronto soccorso dell’ospedale San Luca, è stata subito dopo trasferita a Pescia, dato che a Lucca entrambi i letti di isolamento del reparto di terapia intensiva non erano disponibili.

E si è appreso che uno di questi letti è occupato, ormai da oltre un mese, da un altro giovane affetto da meningite. Si tratta di un ragazzo di 29 anni colpito da setticemia da meningococco, sempre del tipo C, che ha avuto un decorso molto complicato, con una ischemia grave e una sepsi contro le quali nulla hanno potuto anche le sedute di ossigenoterapia iperbarica cui il giovane è stato sottoposto all’ospedale di Pisa.

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E di fronte a un quadro clinico estremamente grave e al rischio di morte, i medici hanno dovuto portarlo in sala operatoria per procedere all’amputazione dei piedi già in cancrena. Un intervento drammatico ma che ha salvato la vita al giovane, che pur essendo ancora ricoverato in terapia intensiva, assistito continuamente dai genitori, adesso è fuori pericolo e presto dovrebbe iniziare la fase della riabilitazione.

Stabile la ragazza. All’ospedale dei Santi Cosma e Damiano di Pescia sono proseguite le terapie, già iniziate al San Luca, per l’altro caso di meningite, quello che ha colpito l’impiegata di 27 anni. Al pronto soccorso di Lucca la giovane è arrivata cosciente, respirava spontaneamente, e immediatamente si è proceduto a somministrarle la terapia antibiotica, con alti dosaggi, per contrastare il batterio.

L’aspetto che più preoccupa i sanitari è quello relativo alle alterazioni nella coagulazione del sangue. Le condizioni della giovane vengono comunque monitorate costantemente dal personale medico e infermieristico e seguite con apprensione non solo dai familiari ma anche dai tanti amici della ragazza che hanno inondato di messaggi le pagine Facebook.

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La profilassi. L’Asl ha spiegato la situazione sin dai primi momenti. Già nella giornata di sabato la struttura di Igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione aveva completato la profilassi sia nell'ambiente familiare che in quello lavorativo della 27enne. Nello stesso frangente è stato chiarito che è opportuno che solo i contatti stretti dei malati effettuino la profilassi con antibiotici, soprattutto quelli che hanno avuto contatti nella settimana precedente all’insorgere della patologia. E per contatto stretto si intendono i conviventi, chi ha dormito o mangiato insieme alla persona, coloro che nei sette giorni precedenti l'esordio hanno avuto contatti diretti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli). Ogni altro tipo di contatto non determina invece rischi e non è quindi necessario sottoporsi alla profilassi.

Le precauzioni. «Al di là delle vaccinazioni - dice il direttore generale dell’Asl 2 Joseph Polimeni - è importante applicare le precauzioni standard: lavarsi le mani, non stare vicino a chi tossisce o starnuta, non usare gli stessi asciugamani o spazzolini, non bere dai bicchieri di altri».

Linea diretta con l'Asl. L'Asl intanto  mette a disposizione una linea telefonica dedicata per fornire ai cittadini informazioni sull’esposizione al rischio per la meningite e sulle vaccinazioni.

Al numero di telefono 0583-449993 risponderanno - dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12 - esperti del Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda sanitaria lucchese, che forniranno anche indicazioni sull’eventuale profilassi da effettuare da parte di chi ha avuto contatti stretti con la giovane (chi ha dormito o mangiato insieme alla persona e chi, nei sette giorni precedenti l’esordio, ha avuto contatti diretti con la sua saliva attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti etc).

L’Asl USL 2 sta anche lavorando con i pediatri di libera scelta per un accordo che consenta di accelerare la copertura vaccinale per i giovani tra gli 11 e i 18 anni. Per offrire la vaccinazione prevista dal calendario vaccinale regionale (approvato con delibera 367 del 30 marzo 2015) anche alle persone non appartenenti a tale fascia d’età e quindi non incluse nei livelli essenziali di assistenza, si sta valutando l’opportunità di garantire tale possibilità, alle tariffe previste dalla Regione Toscana, con la modalità del copagamento, nella sede del Dipartimento della Prevenzione a Capannori.

In coda per il vaccino. Al Centro sociosanitario di Capannori in tanti nella mattinata di lunedì 20 aprile si sono presentati per essere vaccinati. L'ufficio era aperto dalle 9 alle 12,30 e il personale ha lavorato senza soluzione di continuità. Tantissime anche le telefonate di cittadini che chiedevano informazioni, che volevano sapere come comportarsi, che hanno chiesto agli operatori che cosa dovevano fare. C'è anche chi ha portato il libretto sanitario dei propri figli per sapere se tra le vaccinazioni effettuate c'era anche quella contro la meningite. Il vaccino contro il tipo C viene proposto dall'Asl ai genitori di tutto i nuovi nati sin dal 2006, quello contro il ceppo B viene proposto ai nuovi nati dal 2014. Entrambi vengono somministrati gratuitamente. Sono invece a pagamento le vaccinazioni per chi ga più di 18 anni. Il vaccino per il tipo costa 20 euro, quello per il tipo B 70 euro.

Le vaccinazioni sono possibili, con accesso libero, il lunedì dalle 9 alle 12,30 al centro di Capannori e il giovedì dalle 8 alle 12,30 nel padiglione C della Cittadella della Salute al Campo di Marte, presso la struttura di Medicina dello Sport.

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