Il Tirreno

Lucca

INIZIATE LE GRANDI MANOVRE

di MARCO INNOCENTI

MARCO INNOCENTI. Qualche fatica in più dovuta alla posizione in lista, non comoda, ma il presidente della Provincia Stefano Baccelli non dovrebbe avere difficoltà ad approdare al Consiglio regionale....

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MARCO INNOCENTI. Qualche fatica in più dovuta alla posizione in lista, non comoda, ma il presidente della Provincia Stefano Baccelli non dovrebbe avere difficoltà ad approdare al Consiglio regionale. Certo, le scelte del partito che punta forte su giovani, donne e rinnovamento e l’ottavo posto assegnatogli dal sorteggio non hanno aiutato Baccelli, ma pare fuori strada chi pensa che possa essere passato in qualche modo in secondo piano nelle scelte della componente renziana, che non negherà al presidente l’atteso supporto, anche se cercherà di fare il possibile per l’affermazione della giovane Giovannetti.

L’impressione è quindi che i veri giochi, come si dice da tempo, comincino dopo, in vista delle elezioni comunali del 2017. Gli attacchi alla conduzione del sindaco Alessandro Tambellini da parte degli esponenti renziani sono cessati da qualche mese: almeno in pubblico, consiglieri ed esponenti del Pd che non perdevano occasione per censurarlo evitano giudizi al vetriolo. E non è pensabile che il ruolo di guastatore resti davvero affidato al presidente della Luchese, Andrea Bacci, che pure non perde occasione per andare contro il primo cittadino.

Ma sotto la cenere il fuoco è tutt’altro che sopito. Tambellini e i suoi sostenitori sono sempre più convinti di essere alla vigilia di una resa dei conti che, a loro avviso, ha come obbiettivo quello di spazzar via l’ultimo baluardo rimasto contro la completa conquista della città da parte dell’ala renziana. Si aspettano quindi che tra non molto partano nuovi siluri nei confronti dell’amministrazione e azioni che mirano a screditarne l’operato, per poi arrivare alla candidatura di Baccelli al posto di Tambellini, con o senza le primarie.

Convinti che questa sia la strategia, i sostenitori del sindaco in carica preparano contromisure che si basano sull’utilizzo, nell’ultimo anno di mandato, dei soldi recuperati con la vendita di quote di società e alienazioni per avviare opere di grande utilità e impatto, nell’intento di recuperare immagine e voti. Puntano poi a eventuali primarie “vere” e, in ultima analisi, non escludono una lista alternativa a quella del Pd, con Tambellini candidato sindaco. Proprio come accadde nel 1998, quando la sinistra si spaccò presentando Antonio Rossetti e il sindaco uscente Giulio Lazzarini, non più voluto dal Pds. Il risultato allora fu la consegna della città per 14 anni al centrodestra, oggi alla affannosa ricerca di riunificazione e soprattutto di un candidato autorevole. In pole position Forza Italia e dintorni vedrebbero il conduttore televisivo Paolo Del Debbio, il quale però è indicato da più parti come possibile delfino e addirittura successore di Berlusconi alla guida del partito nazionale. Prima ancora, il centrodestra deve risolvere in tempi rapidi la questione delle candidature al Consiglio regionale che agita parecchio le diverse anime del partito, scosse dall’iniziativa di esponenti di punta come i sindaci di Altopascio e Montecarlo, Maurizio Marchetti e Vittorio Fantozzi, i quali non risparmiano bordate da novanta alla gestione assolutamente deficitaria su base regionale. Le grandi manovre sembrano appena iniziate.

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