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Metano, proteste per i diversi costi di allacciamento

Metano, proteste per i diversi costi di allacciamento

I residenti di Lappato hanno pagato 1000 euro e ora Gesam ne chiede solo cento per altri paesi: «Rivogliamo i soldi»

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LAPPATO. Hanno versato mille euro a famiglia in anticipo per l’allaccio della rete del metano dopo insistenze durate oltre 24 mesi dei funzionari del comune e dell’attuale sindaco Luca Menesini. Quelle famiglie – in prevalenza residenti a Lappato, ma anche in altre frazioni a nord – lo hanno fatto a costo di sacrifici personali in considerazione della perdurante crisi economica anche perché erano convinti dell’importanza di una rete di energia pulita e dei risparmio nel medio-lungo periodo. Ma quando, una volta avviati i lavori di allaccio, hanno visto che l’azienda Gesam Gas, su sollecitazione del Comune, ha modificato di punto in bianco le pretese economiche riducendo a 100 euro il contributo standard di allaccio a famiglia con una disparità di 900 euro pari al 90% allora gli abitanti che avevano già pagato in anticipo hanno chiesto spiegazioni all’ente e all’azienda senza ottenere risposte. Sono arrabbiati e ritengono profondamente ingiusto il trattamento ricevuto. E adesso chiedono i soldi indietro.

«Pensavamo che i tempi dei cittadini di serie A e quelli di serie B fossero un retaggio culturale del Novecento. Ci sbagliavamo – dicono nella lettera inviata alla Gesam Gas e al sindaco – Si è venuta a creare una fortissima disparità tra i cittadini della stessa frazione e addirittura tra i vicini di casa. Chi ha prenotato e pagato entro il 31 dicembre 2014 ha tirato fuori mille euro. Chi lo ha fatto dal primo gennaio 2015 ne ha pagati cento per il medesimo servizio. Perché il Comune non ha consigliato a tutte le famiglie di pagare all’inizio di quest’anno? Una domanda ci sorge spontanea: se prima tra i costi generali dell’allaccio standard era ritenuta congrua la cifra di mille euro per quale motivo un mese dopo la cifra sufficiente è cento euro? La Gesam Gas, complice il comune di Capannori, ha creato una grave disparità di trattamento tra cittadini. Un comportamento inaccettabile sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista politico. Perché il sindaco e la giunta non spendono una parola per difendere un principio fondamentale di equità tra cittadini utenti dello stesso servizio? Per questa disparità di trattamento chiediamo indietro la differenza: la restituzione di 900 euro ad ogni famiglia allacciatasi entro il 31 dicembre. In caso di risposta negativa e rifiuto di rimborso richiesto gli abitanti che hanno dovuto subire questa ingiustizia valuteranno la possibilità di seguire ogni strada giuridicamente lecita a partire dalla class action per far valere le proprie ragioni nei confronti della Gesam Gas e chiamando in causa la responsabilità del comune di Capannori«. ©RIPRODUZIONE RISERVATA  

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