Attenzione
Sgominata la banda di coca e rapine
Undici in manette, tra cui una guardia notturna e un trentottenne residenti in Lucchesia. La droga veniva dal Brasile
LUCCA. Una rodata organizzazione criminale composta da italiani, brasiliani e albanesi, in grado di importare e spacciare in Toscana decine di chilogrammi di cocaina purissima.
Il gruppo criminale è stato sgominato dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Firenze. Undici le persone che ieri sono finite in manette, di cui dieci in carcere e una ai domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Firenze.
Nel corso delle indagini, coordinate dalla Dda fiorentina, sono stati sequestrati 80 chili di cocaina, che una volta rivenduta avrebbe fruttato guadagni per circa 12 milioni di euro. La droga arrivava direttamente dal Brasile, nascosta nei doppifondi di valige imbarcate su voli internazionali che atterravano negli aeroporti di Roma Fiumicino a Milano Malpensa. L’organizzazione criminale era articolata in due sottogruppi.
Uno composto da italiani e brasiliani, stanziati tra la Toscana e il Brasile, che si occupava di reperire la cocaina mantenendo i rapporti coi fornitori sudamericani. L’altro, formato da albanesi residenti in provincia di Pistoia, era specializzato nell’immissione della cocaina sul mercato degli spacciatori al dettaglio locali.
C’erano poi due fratelli di Pontedera, Federico e Silvia Vigerelli, di 34 e 42 anni, addetti alle importazioni di cocaina dal Sud America, attraverso l’individuazione dei finanziatori di ogni singola spedizione di coca. A capo di tutto il traffico c’era Adriana Ines Gomes, 34 anni, brasiliana. Per un periodo gestì l'attività criminale da un convento a Roma, quello della congregazione delle Suore Adoratrici, con sede in via Torlonia, dove le religiose erano ignare di come agisse effettivamente la loro ospite.
Nel convento la brasiliana si trovava agli arresti domiciliari nell'estate del 2013 dopo che - in seguito a un primo arresto in carcere a Civitavecchia -, il tribunale del riesame di Roma accolse un suo ricorso per attenuare la misura restrittiva, scattata con una precedente condanna a 5 anni per traffico di droga.
Approfittando del nuovo status detentivo meno coercitivo, che le consentiva maggiore libertà di comunicazione, la trentaquattrenne si dotò subito di telefoni cellulari per riallacciare rapporti con i fornitori di cocaina del suo paese di origine e per organizzare nuove spedizioni in Italia.
Coinvolto nel sodalizio criminale, e arrestato ieri mattina, anche un altro italiano, Antonino Barrese di 54 anni, una guardia notturna di un supermercato di Lucca, residente ad Altopascio, considerato dagli inquirenti uno dei finanziatori delle spedizioni di coca.
In manette sono finiti anche tre albanesi residenti a Pistoia,Valerjan Arra, trentenne, Rinald Shega di 33 e David Arra di 32. In carcere anche Ana Carla Dantas Ferreira Gonzaga, brasiliana di 35 anni residente a Carbonia, Franco Saviozzi, 37 anni di Pisa e David Goretti, fiorentino trentottenne residente in provincia di Lucca.
Ai domiciliari Elaine Rocha Martins Goretti, trentacinquenne brasiliana residente a Pisa. Altri tre componenti del gruppo, due dei quali si trovano in Brasile, sono al momento latitanti. Una parte della gang, tra cui Federico Vigerelli, disoccupato di Pontedera, arrotondava lo stipendio con violente rapine a mano armata in Toscana.
In particolare i militari della Guardia di Finanza, insieme alla squadra mobile di Pisa e al commissariato di Empoli, attribuiscono al gruppo assalti a bar, abitazioni private e distributori di benzina tra il 2012 e il 2013. La rapina più efferata fu il 29 gennaio 2013 nel bar pizzeria Il Caffè di Empoli, dove, dopo le minacce con pistola, il titolare che aveva l'incasso e tentò di difenderlo fu colpito con violenza riportando una frattura del cranio. Basista era una giovane brasiliana.
Poi c’è una rapina messa a segno in un’abitazione privata di Pisa il 12 febbraio 2013.
Un’altra in un distributore Erg di Pontedera il 21 dello stesso mese. Il 25 toccò alla titolare di un distributore Erg di Calcinaia, minacciata con un laser a scarica elettrica.
Il 4 marzo 2013 fu colpito un distributore Esso sulla Fi-Pi-Li all’altezza di Cascina.
Fondamentale, nelle indagini che hanno permesso di scoprire e smascherare l’organizzazione, coordinate da pm della Dda di Firenze Ettore Squillace Greco, il contributo di un finanziere del Gico che ha agito sotto copertura.
L'agente per alcuni mesi ha mantenuto i contatti con alcuni dei membri dell'organizzazione criminale, dichiarandosi disponibile ad acquistare cocaina al momento che ce ne fosse stata la disponibilità dal Brasile.
Questa iniziativa investigativa più le attività di intercettazione e i metodi classici di osservazione e pedinamento hanno permesso alla Guardia di finanza di Firenze di ricostruire il traffico di cocaina.
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