Il dolore
Rsa, la protesta dei dipendenti senza esiti il summit col Comune
Non sono pronti i bandi per affidare le nuove gestioni delle residenze comunali per anziani Per Pia Casa e Monte San Quirico si comincerà con un concessione di servizio di due mesi
LUCCA. Si è risolto con un niente di fatto, il quarto incontro fra i rappresentanti della funzione pubblica Cgil e Uil e l’amministrazione comunale per discutere del futuro delle tre Rsa (residenze sanitarie assistite) del territorio e dei duecentoventisei dipendenti delle strutture.
Dopo la decisione di ridurre le ore di servizio di alcune figure e di modificare la formula di gestione dall' appalto alla concessione a privati, si fa largo il timore che, con le nuove disposizioni, non tutti gli attuali lavoratori possano trovare una collocazione.
Un problema di cui, Michele Massari (Cgil) e Pietro Casciani (Uil), insieme ad una delegazione di operatori, speravano di poter discutere concretamente durante la riunione di ieri a Palazzo Orsetti, ma le informazioni, i dati e i numeri che avrebbero loro consentito ipotesi e valutazioni sullo scenario dei prossimi mesi, per il momento, sono rimasti segreti. Dal capitolato al bando, dal metodo di lavoro, alle figure professionali: moltissime sono state le domande poste dai rappresentanti all'assessore al sociale, Ilaria Vietina, e al dirigente al sociale, Maurizio Prina che hanno raccolto osservazioni e preso appunti.
«Non sarà un bando al massimo ribasso – ha più volte sottolineato Prina –. Terremo conto al 70% dell’aspetto qualitativo e al 30% di quello economico». Affermazioni che, però, non hanno convinto l’altro lato del tavolo. «Cosa ne sarà delle infermiere in notturna? In che modo verranno contratte e distribuite le ore di servizio delle educatrici? Di fronte a due diversi lotti per le case di riposo, cosa accadrà a quelle figure come parrucchieri, estetisti e podologi che adesso agiscono su tutte e tre le strutture?». Quesiti pratici che non hanno, per ora, trovato concrete rassicurazioni. Del resto, con la concessione, di fatto, la cooperativa vincitrice della gara dovrà accollarsi il costo del personale e le spese ordinarie e straordinarie.
«L’amministrazione comunale ha molto a cuore la salvaguardia occupazionale – hanno affermato Vietina e Prina – e, con questa, tutti gli aspetti sociali. Cercheremo di impostare un capitolato idoneo e di tenere conto delle vostre preoccupazioni». In realtà, lavoratori e sindacati, avrebbero voluto qualcosa di più. «Difficile – hanno detto – discutere senza disporre di elementi precisi. Tutto ci appare vago. Eppure, durante l’ultimo incontro, ci era stato assicurato che, al 15 aprile, saremmo ancora stati in tempo ad apportare modifiche e a farci avanti. Sembrava esserci una disponibilità in questo senso, ma fare una proposta sulla base del niente, diventa complicato anche per noi».
«In casi come questo, un accordo fra le parti potrebbe essere importantissimo – ha continuato Michele Massari – vorremmo avviare con il Comune una collaborazione, ma senza dati alla mano, dare suggerimenti, risulta praticamente impossibile».
Un’informazione più precisa, arriva in merito ai tempi, diversificati a seconda dei lotti, stabiliti dalla delibera del consiglio comunale. «Il primo, quello costituito dalla Rsa di Monte San Quirico e dalla Pia Casa, saremo in grado di farlo partire come concessione di servizio fra uno o due mesi – ha dichiarato Prina -. Per l’altro, Villa Santa Maria, la previsione è di una pubblicazione degli atti in autunno e di un affidamento a partire dal prossimo anno».
«Il nostro obiettivo – spiegano Massari e Casciani ai manifestanti all'uscita da Palazzo Orsetti – è tutelare i vostri posti di lavoro. Non avendo ottenuto alcuna risposta né nello specifico, né sul piano generale, procederemo a un’assemblea la prossima settimana e quindi a un tavolo di confronto in prefettura».
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