Negozi nella platea del Pantera: sì dei giudici, la proprietà ci pensa
Anche il Consiglio di Stato dà torto alla Soprintendenza che aveva bocciato il progetto del 2009. La famiglia Croci: «Dopo la sentenza valuteremo al nostro interno che cosa fare»
LUCCA. Anche la platea e la galleria dell’ex cinema Pantera potranno essere trasformati in negozio. A dare il via libera è una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ai proprietari del fondo (la società Fabbri srl) nei confronti della Soprintendenza, che aveva bocciato il progetto presentato nel 2009. E proprio uno dei rappresentanti della società, interpellato dal Tirreno, fa capire che l’idea non è stata abbandonata e che sarà presa in considerazione.
Il progetto bocciato. Tutto è legato alla trasformazione del vecchio cinema-teatro di via Fillungo in profumeria. Un passaggio avvenuto a fine anni Novanta, dopo anni di abbandono seguiti alla chiusura della sala di proiezione (datata al 1992, 23 anni fa), ad opera dei proprietari dell’immobile, la famiglia grossetana dei Croci che nel 1978 hanno fondato la catena della “Gardenia”. Nel 1998 i Croci ottennero dal Comune il permesso per realizzare la superficie di vendita nel foyer, nell’ingresso e nel “palco dei musici”. Di fatto la “configurazione” che i clienti possono vedere ancora oggi nel punto vendita.
Nel 2009 viene presentato un altro progetto, che prevede la trasformazione in negozio anche di platea e galleria. La richiesta viene innanzitutto depositata agli atti della Soprintendenza, visto che nel 1999 l’immobile era stato dichiarato dal Ministero per i beni culturali di «interesse particolarmente rilevante».
Risultato: la Soprintendenza boccia il progetto spiegando, tra l’altro, che il previsto inserimento di un ascensore e di strutture “leggere” di metallo all’interno della sala avrebbe prodotto un «totale stravolgimento dei locali dell’ex cinema», classificato come «il più antico luogo di spettacolo di Lucca».
Il ricorso. La società non ci sta. E decide di ricorrere ai giudici amministrativi sostenendo, fra l’altro, che già in passato la Soprintendenza aveva dato l’ok al cambio di destinazione d’uso e che, nel 1948, gli interni erano «già stati trasformati radicalmentte», con il passaggio da teatro a cinema che comportò l’abbattimento delle strutture delle quinte e distruggendo i quattro ordini di palchi per realizzare la galleria.
Le sentenze. Già in primo grado il Tribunale amministrativo regionale della Toscana diede ragione alla Fabbri srl, censurando la “genericità” delle motivazioni della Soprintendenza per opporre il diniego al progetto. E anche il Consiglio di Stato si è mantenuto sulla stessa linea. Nella sentenza, infatti, si precisa che l’appellarsi all’irreversibilità della modifica della struttura del Pantera, non tiene conto «del fatto che nei locali si svolgono già da alcuni anni (e di ciò il Ministero era a conoscenza) attività di carattere commerciale». Attività che, inoltre, «interessano alcuni fra i punti di maggior pregio del vecchio cinema/teatro».
Il futuro. Cosa accadrà ora? Negli ultimi anni molte cose sono cambiate. A cominciare dalla proprietà della catena della Gardenia, che la famiglia Croci ha venduto nel 2008 e che ora è in mano straniere. L’immobile, però, è rimasto in mano alla Fabbri che l’ha affittato alla Gardenia. Alessandro Croci non si sbilancia più di tanto sul futuro: «Non mi sento di dichiarare nulla sulla sentenza», spiega.
Poi, interpellato sulla validità del progetto presentato nel 2009, fa capire che tutte le possibilità sono ancora aperte: «Ne discuteremo al nostro interno e vedremo cosa fare», spiega.
Certo, non si tratta di una partita facile. Tra il 2009 e ora, infatti, c’è di mezzo la crisi economica che ha messo in difficoltà anche le profumerie - e anche quelle del gruppo della “Gardenia”. E l’eventuale intervento ai fini commerciali dovrà passare anche da un confronto fra l’affittuario e la proprietà.
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