Sicurezza
Lo spiraglio di Macalli: «Troveremo una soluzione»
Lucca: intervista al presidente della Lega che invita a remare nella stessa direzione
LUCCA. «Non sono la persona deputata a decidere sull’idoneità del Porta Elisa, ma la Lucchese è una delle 60 società di Lega Pro e il mio obiettivo è quello di creare i presupposti per il risolvere il problema. Una soluzione si troverà se si rema tutti nella stessa direzione».
Sono parole che lasciano spazio a pochi dubbi interpretativi quelle pronunciate dal presidente della Lega Pro, Mario Macalli, 78 anni, da gennaio 1997 al vertice del terza serie del calcio professionistico. Non c’è chiusura od ostracismo nei confronti della Lucchese. «Un conto è non avere un impianto d’illuminazione, un altro è averne uno che non è norma con i parametri della Lega Pro. Se la Lucchese oggi non avesse uno straccio di impianto luci allora non avrebbe speranze. Per fare un esempio ci sono altre società che invece hanno problemi di capienza perché ampliare impianti sportivi portandoli a 7mila posti con trecento tifosi che vanno allo stadio è come costruire cattedrali per una manciata di fedeli».
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Delle nove neo promosse ad oggi soltanto la Giana Erminio di Gorgonzola e il Pordenone si sono messe in regola. Sulla stessa barca della Lucchese, ad esempio, c’è la Pistoiese. Anche lì l’impianto d’illuminazione preesistente non si è dotato di valori di illuminamento orizzontale e verticale di almeno 300 e 500 lux. Per non parlare dei club del Sud.
Componenti unite. «La situazione della Lucchese la conosciamo. - prosegue Macalli - Abbiamo ricevuto una lettera e abbiamo risposto in base alle norme vigenti previste dal Sistema Licenze Nazionali per la stagione 2014-2015. Per questo motivo ho voluto ascoltare personalmente il sindaco di Lucca che mi pare un brava persona. Lo incontrerò giovedì mattina assieme al presidente della Lucchese. Sia chiaro: io non sono il soggetto deputato a decidere se il club ha i requisiti strutturali per disputare o meno la Lega Pro. Ma capisco anche le difficoltà del momento per i Comuni alle prese con leggi di stabilità e conseguenti tagli ai bilanci. Capisco un sindaco che deve sistemare le scuole che cadono a pezzi o le strade piene di buche. Ma se la città vuol partecipare a un campionato professionistico occorre rispettare le regole stabilite. Il sindaco non può decidere tutto da solo: se c’è un bilancio da approvare in tempi rapidi e se in questo piano ci sono i finanziamenti per mettere a norma lo stadio serve che maggioranza e opposizioni remino nella stessa direzione. A quel punto se verranno fatte le cose perbene cercheremo come Lega Pro di fare il possibile e l’impossibile per aiutare persone e club che meritano di essere aiutate».
Criteri infrastrutturali. Macalli sul caso della Virtus Entella Chiavari a cui venne concessa una deroga di due anni per completare lavori assai più significativi (costruzione di 4 torri faro, spogliatoi, tribune e gradinate ampliate) si limita a una considerazione di carattere generale: «Chi l’ha ottenuta ha dimostrato sul campo che la meritava. Se non vado errato in quattro anni il club ligure è salito in B. Il problema è sempre lo stesso: aiuti e deroghe si possono concedere se alla base ci sono progetti seri e con le necessarie garanzie altrimenti è tempo perso». Ma il plenipotenziario della Lega Pro al di là della promesse di un impegno ad intervenire in sostegno dei club associati ribadisce che l’ultima parola spetta alla Figc guidata dall’amico Carlo Tavecchio (di cui però è lui stesso è vicepresidente): «La Lucchese come le altre neopromosse aveva ottenuto la deroga per mettersi in regola con l’impianto di illuminazione entro il 31 marzo scorso. Veniva dal mondo dilettantistico e alla commissione criteri infrastrutturali della Federazione un anno sembrava un tempo congruo per effettuare i lavori. Per la Lucchese e per altri club non è stato così. Sarà il consiglio federale quindi a decidere chi potrà disputare i campionati professionisti e chi no. Un principio che deve valere per tutti anche tenendo conto delle diverse situazioni e non agevolando gli amici degli amici. Alla Lucchese, come alle altre squadre alle prese con problemi infrastrutturali, non prometto miracoli. Sarà dura perché l’ultima parola spetta alla commissione, ma la Lega Pro sarà al fianco di quei club che offrono garanzie».
Dissesto. Come ogni anno anche nella stagione in corso ci sono club penalizzati a rischio fallimento. Ma Macalli non vuol sentire parlare di omessi controlli: «Non dica eresie. Siamo la Lega più attenta alle irregolarità. Il caso Parma da noi non si sarebbe mai verificato. E meglio stendere un velo pietoso anche sulla B dove circa la metà delle società non sono in regola». E al cronista che elenca le decine e decine di fallimenti nel corso della sua gestione replica senza mezzi termini: «La nostra associazione tutela i tesserati. Se non sono retribuiti e non vengono versati i contributi penalizziamo la squadra. Fornitori, steward, allenatori dei vivai senza contratto non ci interessano. Quella è materia per i tribunali».
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