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Lucca

al p0lo fieristico

In 1.500 all’assemblea dei soci Bpl

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Si rafforza nel gruppo il ruolo della Cassa di Risparmio di Lucca

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LUCCA. Lucca e la Toscana si confermano un punto di riferimento del Banco Popolare. Alla vigilia del passaggio dal voto capitario al voto proporzionale, al Polo Fieristico si è tenuta l'assemblea del gruppo bancario di cui fa parte la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno.All'assemblea hanno partecipato oltre 1500 soci per un totale di oltre 6 mila voti provenienti da Toscana, Umbria e Liguria. A fare gli onori di casa, il direttore territoriale della Cassa, Roberto Perico, insieme al presidente del comitato territoriale di consultazione e credito, Alberto Varetti.

« Il risultato di oggi – dice Perico – sta nel lavoro quotidiano dei colleghi che operano nella rete ed è anche una risposta forte di Lucca e della Toscana, che dicono sì a questo modello di banca popolare. Una banca nella cui governance abbiamo due espressioni importanti del territorio lucchese come Andrea Guidi e Cristina Galeotti. E questa è un'ulteriore testimonianza del ruolo che la Cassa vanta nel gruppo».

Nelle parole di Cristina Galeotti, presente a Novara, la conferma di quanto affermato da Perico: «Il ruolo della Cassa è sempre stato importante sia per il Banco Popolare sia per il territorio, dove raccoglie il 30% degli impieghi. Tutto questo ora può rafforzarsi sia perché la banca è di fronte a un nuovo percorso di crescita, sia perché con il cambiamento in società per azioni è importante mantenere un forte radicamento». Anche Andrea Guidi, che ha partecipato all'assemblea a Lucca: «La nostra è una banca vera, di riferimento per il territorio, e dev'essere per forza tenuta in considerazione. Ora abbiamo una fondazione con una percentuale importante e una storia importante e ci auguriamo che in qualche modo resti collegata al Banco Popolare così come verrà a formarsi nel prossimo futuro».

Presente anche il presidente della Fondazione Crl, Arturo Lattanzi: «È in atto la modifica delle banche popolari e questo cambia il quadro di riferimento. Cosa farà in futuro la Fondazione dipenderà da più fattori. In tutti i suoi comportamenti è costruttiva e tiene ovviamente conto di quelli che sono i suoi compiti, del ruolo che deve svolgere».

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