Attenzione
Ecco il musical in vernacolo sulla Croce detta de’ pisani
Personaggi tradizionali lucchesi nella proposta del gruppo di Elio Antichi che andrà in scena mercoledì alle 21 al Teatro del Giglio. Risate assicurate
LUCCA. Personaggi caratteristici della Lucca popolare coinvolti nell’affannata ricerca della Croce detta dé pisani, misteriosamente scomparsa. Un tuffo indietro di qualche decennio e, come per magia, rivivono il pittoresco Quartuccio, così ribattezzato per la sua passione verso l’arte di Bacco che ogni sera riusciva a trovare la strada di casa solo perché guidato dal fido cavallo. E poi la Frusa e Troncausci, due signorine che lavoravano dopo il crepuscolo e il famoso Dario La Coq, insieme a Elvira, sorella del poeta vernacoliere Cesare Viviani, col quale collaborò alla correzione dei testi delle sue indimenticabili commedie. Tutti indaffarati per recuperare il prezioso manufatto orafo in argento dorato realizzato nel 1411 da Vincenzo di Michele da Piacenza, su commissione dell’allora signore di Lucca Paolo Guinigi che, dopo la sua caduta, fu ceduto alla cattedrale di Lucca, dove si trova tuttora nell’attiguo museo, a titolo di risarcimento per i preziosi doni ricevuti in occasione del matrimonio con Ilaria del Carretto. Partono dalla scomparsa di questo oggetto di alta oreficeria le vicende esilaranti e ai confini con l’assurdo del primo musical in vernacolo lucchese, “Han rubbato la Croce (detta) dé Pisani” che Elio Antichi, autore di testi e musiche, per tenere fede al dialetto lucchese, sulla locandina ha voluto scrivere proprio così come si pronuncia. A ispirare la stesura del copione una quartina che la maestra Cianti, appassionata di storia di Lucca, insegnava negli anni Settanta ai suoi alunni delle elementari e che recitava così: “Viva di Lucca la nobil pantera e di Livorno il nobil gonfalone, viva di Pisa la croce di legno che quella d’oro l’hanno a Lucca in pegno”. Ambientata tra piazza Anfiteatro e la stanza del sindaco, la storia inizia il 4 giugno 1954, data di nascita di Antichi che la commedia fa coincidere con il presunto furto della croce. Poco meno di due ore di divertimento e allegria tra gag, colpi di scena e situazioni inusuali e grottesche per raccontare aneddoti e vicende che sconvolsero la comunità lucchese che decise di mobilitarsi per recuperare ciò che le era stato sottratto. Tra uno spaccato di vita che ritrae la piazza simbolo di Lucca con le sue “tombolate” all’aperto e gruppi di uomini intenti a giocare “rumorosamente” a carte e il luogo di rappresentanza del primo cittadino della città, le vicende si snodano con elegante disinvoltura, fino alla conclusione che lascerà il pubblico a bocca aperta. L’appuntamento è per mercoledì 15 aprile alle 21 al teatro del Giglio (alle 10 per le scuole) dove è possibile prenotarsi per potersi assicurare un posto e godersi una serata ricca di sorprese. «Alla quale è atteso anche il sindaco di Lucca che potrebbe essere in qualche modo simpaticamente coinvolto» dice Elio Antichi, direttore del gruppo vocale “Il Baluardo” protagonista dello spettacolo insieme alle voci bianche del Coro del Sole. La parte musicale è affidata all’orchestra degli allievi del liceo musicale Passaglia composta da quaranta elementi e diretta dal maestro Mauro Fabbri che ha curato le orchestrazioni. Due atti preceduti da un preludio e intervallati da altrettanti momenti musicali originali che faranno da cornice a 14 brani canori inediti e ai divertenti dialoghi che accompagneranno lo spettatore verso un finale a sorpresa. Le scene portano la firma di Ilaria Tomei, mentre le coreografie sono di Sara Vannelli. L’opera è l’omaggio di Antichi per il 25mo anno di attività del Baluardo, scritta anche per suscitare la curiosità di quei lucchesi verso quella croce che forse non conoscono, nella speranza che qualcuno decida di ammirarla al museo della Cattedrale. Ma è anche un’occasione per riscoprire personaggi e tradizioni della Lucca che fu.
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