Nascondeva 200 chili di esplosivo: arrestato dalla polizia
LUCCA. È' stato arrestato dalla polizia l'uomo che aveva venduto i petardi al geometra di Porcari che si era poi dilaniato un piede procurandosi una lesione permanente per l'esplosione dei botti...
LUCCA. È' stato arrestato dalla polizia l'uomo che aveva venduto i petardi al geometra di Porcari che si era poi dilaniato un piede procurandosi una lesione permanente per l'esplosione dei botti della notte di Capodanno. Nei guai è finito Giovanni Pellegrini, 67 anni di Camaiore, accusato di illecita detenzione di botti. Da lui, secondo l'indagine della squadra mobile, il geometra Davide Della Maggiora aveva acquistato i botti per festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo. Dopo l'incidente la polizia aveva avviato ricerche. Il ferito aveva raccontato di aver comprato i botti da un uomo con la barba bianca che assomigliava a Babbo Natale. Un indizio poco consistente, ma la polizia amministrativa è riuscita a risalire a Pellegrini che fino al 2014 aveva la licenza di fochino (che è colui che effettua il brillamento di mine con innesco elettrico e a fuoco) ottenuta dalla prefettura di Grosseto. Autorizzazione che gli era stata però revocata per alcune irregolarità con un provvedimento interdittivo.
Pellegrini continuava però a vendere il materiale esplodente che gli era rimasto e che conservava in un bosco in collina vicina alla sua abitazione a Camaiore. Il capo della squadra Mobile, Virgilio Russo, ha ottenuto un decreto di perquisizione e nella casa di Pellegrini che ormai lavorava come contadino nella sua proprietà non è stato trovato nulla. Da indagato per vendita abusiva di materiale esplodente e lesioni permanente causate a Della Maggiora l’ex fochino è finito in manette perché la polizia trovata una capanna nel bosco adiacente l’abitazione di Pellegrini ha chiesto all’uomo di aprire e la porta. Dopo un’iniziale reticenza gli agenti sono entrati e hanno trovato una santabarbara. Duecento chili di materiale esplodente (fuochi d’artificio, bombe Maradona, mortaretti), ma soprattutto 40 chili tra polvere nera, da cava e nove detonatori. Materiale pirico che prevede l’arresto data la sua pericolosità. Se con un innesco la capanna fosse esplosa avrebbe sbancato la collina adiacente. Il contadino è finito ai domiciliari e ieri mattina l’arresto è stato convalidato dal giudice Alessandro Dal Torrione. Il legale dell’imputato ha chiesto i termini a difesa e il processo è stato rinviato al 28 aprile. Nel frattempo Pellegrini è stato sottoposto all'obbligo di presentazione alla pg per tre volte a settimana.(l.t.)
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