La manifestazione
Casa Donatini è vuota, ci abita il dolore
La moglie dell’operaio caldaista si è temporaneamente trasferita. Oggi la Lucart si ferma per le esequie di Sodini
LUCCA. Il piccolo fienile restaurato ha l’aspetto di un vero nido. Mattoni rimessi a nuovo, sopra le superfici con l’intonaco rifatto è stato steso il giallo ocra, come si addice ai borghi di campagna. Sulla porta d’ingresso in stile toscano, preceduta da una grata, le iniziali M e D stampate sul vetro opaco. Come Massimo Donatini.
Il nido è la casa di Camigliano in cui l’operaio caldaista della Lucart Massimo Donatini - che la mattina di martedì 7 aprile ha ucciso a colpi di pistola in suo caporeparto Francesco Sodini davanti alla sua abitazione a Lucca - abita con la moglie Deborah Bianchi e il figlio piccolo.
Poche ore dopo la tragedia però il nido è stato chiuso. Persiane serrate, cancello sprangato davanti alla porta di ingresso. Chiuse tutte le finestre, quelle sul davanti e quelle sulla piccola corte sul dietro. Il nido si è svuotato, è diventato triste, austero.
Deborah non c’è. Si apprende che ha preferito da alcuni giorni trasferirsi temporaneamente con il piccolo presso parenti. Il campanello sotto la targhetta con i nomi dei coniugi infatti suona a vuoto.
Un nido derubato dell’anima, seppure intorno la vita si muova come tutti i giorni con un incedere frenetico, con i bus di linea che passano sorprendentemente agili nella strada stretta, gli alunni della scuola distante poche decine di metri dalla casa che si rincorrono, giocano e producono rumori allegri. I vicini entrano ed escono dalle abitazioni a testa bassa, evitano di parlare.
Anche la lavanderia Indiana gestita da Deborah Bianchi a Segromigno è temporaneamente chiusa. Chiusa anche quella porta di ingresso, ferme quelle macchine.
C’è un dolore troppo grande da elaborare per la moglie di Massimo Donatini. Una sofferenza da affrontare che non avrebbe mai immaginato.
Oggi intanto i dipendenti della Lucart si preparano ad assistere alle esequie di Francesco Sodini .
Come la proprietà aveva annunciato, confermano i dipendenti, oggi la fabbrica di via Ciarpi a Porcari si fermerà per due ore, dalle 15 alle 17, per consentire ai colleghi del caporeparto ucciso di partecipare al suo funerale.
Le macchine dello stabilimento si fermeranno: anche quel silenzio, anche quel vuoto, come la casa sprangata di Camigliano saranno testimoni del dolore.
A partire da lunedì 13 aprile poi i dipendenti della Lucart daranno il via alla raccolta per la famiglia di Sodini.
Doneranno un’ora di lavoro: un gesto simbolico a suggellare l’affetto, la presenza nei confronti di una famiglia precipitata in un attimo in una sofferenza senza confini.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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