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Lucca

Basta droga a scuola, parola del preside

Basta droga a scuola, parola del preside

La professoressa Venturi dell’Agrario prende posizione dopo l’ultimo ritrovamento di hashish

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LUCCA. «Il problema a questo punto va risolto». Vuole andare fino in fondo alla questione e risolverla al più presto Alessandra Venturi, preside dell'agrario “Busdraghi” di Mutigliano, all'indomani del ritrovamento nel bagno della scuola di 25 grammi di hashish suddivisi in dosi. Il secondo, a distanza di pochi giorni, nello stesso istituto. «Tutto è cominciato come un momento formativo - spiega - Sono stata io a coinvolgere la polizia in una mattinata di controlli nelle tre scuole che dirigo, “Carrara”, “Busdraghi” e “Nottolini”, convinta che potesse scaturirne anche un confronto e che comunque l'impatto in questo modo sarebbe stato meno traumatico per gli studenti. Non lo nego, lo so e lo sappiamo tutti: tra i ragazzi le canne girano e a volte girano anche a scuola. Non pensavo però venissero trovate quantità che fanno pensare a un giro, seppur piccolo, di spaccio».

La prima volta, due settimane fa, i cinofili antidroga avevano sequestrato 15 grammi di hashish suddivisa in una decina di dosi. Come conseguenza è scaturito un nuovo controllo, concordato con la preside. «Già qualche anno fa avevamo avuto problemi simili, poi più niente e ora di nuovo: il campo si sta stringendo in una classe prima. Voglio trovare una strategia per risolvere il problema, ecco perché accetto il supporto delle forze dell'ordine: il mio obiettivo è comunicare con tutti i ragazzi, rassicurando anche le famiglie. Posso dire che nonostante questa scuola si presti a tutto per le condizioni in cui versa, non c'erano più stati episodi di spaccio».

Le condizioni dell'agrario non sono delle migliori: due strutture delle quattro presenti sono chiuse e dichiarate inagibili, i laboratori si organizzano a fatica e l'accoglienza generale degli studenti lascia un po' a desiderare. «Siamo finalmente riusciti a firmare la convenzione per la gestione dell'istituto. Purtroppo in questi anni dei tanti fondi che l'amministrazione comunale ha investito nelle scuole, qua se ne sono visti sempre pochi: ora la provincia ha presentato un progetto per una prima riqualificazione, speriamo in bene. Vorremmo offrire ambienti più sani, più curati, più adeguati per le esigenze delle ragazze e dei ragazzi, che hanno bisogno di studiare in luoghi stimolanti».

L'agrario è uno dei pochi tecnici in provincia che ha visto crescere, negli ultimi anni, il numero degli iscritti. Un ritorno a mestieri e conoscenze dimenticate, un bisogno sempre più attuale di sapere e sperimentare nuove (buone) pratiche nei settori dell'ambiente, dell'alimentazione, della sostenibilità, del consumo di suolo, del rispetto per il territorio, della tecnologia innovativa per inquinare meno e risparmiare energia.

Nadia Davini

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