Il Tirreno

Lucca

Un progetto pilota per sostituire i tigli di Fornoli

Un progetto pilota per sostituire i tigli di Fornoli

Il sopralluogo dell’esperto incaricato dal sindaco Betti La situazione di molti alberi è comunque compromessa

3 MINUTI DI LETTURA





BAGNI DI LUCCA. Il professore di fitogeografia all’Università di Pisa, Paolo Emilio Tomei, ha gentilmente accolto l’invito del sindaco Betti, che con il professore ha un rapporto di pluriennale amicizia e stima, di visitare Bagni di Lucca per esprimere un parere non solo sulla questione dei tigli del viale di Fornoli, ma anche per esprimere un parere su altre specie di piante che costituiscono il patrimonio arboreo della cittadina termale.

La visita è iniziata lungo la strada che porta alla stazione, dove purtroppo sono più visibili i tronconi degli alberi abbattuti perché dichiarati pericolosi dalla Provincia. Ricordiamo che sono stati proprio questi tagli, apparsi ai più indiscriminati, a far scattare preoccupazione negli abitanti di Fornoli che in una assemblea pubblica molto vivace, avevano chiesto in un primo momento chiarimenti all’assessore Rovai della Provincia, quindi espressamente al sindaco di fermare intanto altri tagli (ne sono previsti 30 in tutto), ma anche di chiedere un parere ad un esperto di fiducia del Comune.

La situazione è apparsa subito molto compromessa, sia per l’età dei tigli, che in linea di massima hanno finito o stanno per finire il loro ciclo vitale, ma anche perché nella maggioranza sono alberi sofferenti. Purtroppo nel corso degli anni non si sono usate delle buone strategie di conservazione, all’esperto infatti è apparso subito evidente come nel corso degli anni si sia proceduto a delle cattive potature, con procedure che adesso non si usano più e che hanno causato una crescita irregolare dei rami, ma anche i tronchi sono troppo vicini uno all’altro e l’asfalto è troppo vicino alle radici, inoltre si notano numerosi casi di malattie fungine. Tutto questo unito all’inquinamento atmosferico, ha contribuito ad una marcescenza dell’apparato radicale e comunque ad un impoverimento e ad una inevitabile decadenza.

Insomma, Tomei è del parere che la cittadinanza dovrà prima o poi rassegnarsi alla perdita di queste ombrose piante. Ma nulla è perduto, anzi. La soluzione c’è, ed è quella del reimpianto. Per questo motivo il professore è andato ancora più in là, consigliando di individuare al più presto un sito, che potrebbe essere proprio il viale della Stazione, nel quale partire con un progetto pilota. Inserire nuovi alberelli di media dimensione, seguendo una adeguata procedura di impianto e seguendone poi la crescita usando le più adatte strategie di conservazione. Per il reimpianto si sono fatte anche delle proposte di nuove specie di albero, molto simile al tiglio e adatte a viali ombrosi, quali il Bagolaro, o Spaccassi, o la Tilia Cordata, già presente in alcuni punti. Questa proposta che appare come un vero e proprio “esperimento” di reimpianto è sembrata subito molto fattibile, e sostenuta dall’amministrazione che cercherà di renderla attuabile al più presto e comunque nel periodo di riposo delle piante.

Nel prosieguo della mattinata Betti, col vicesindaco Tintori e dagli assessori De Mattia e Zago, ha approfittato dell’occasione per accompagnare il Tomei al parco pubblico Contessa Casalini, messo a dura prova dagli ultimi eventi atmosferici che hanno spazzato via un buon numero di piante secolari, soprattutto conifere. Il reimpianto di conifere, unite a piante di fusto più basso, come le camelie, è stata la proposta accettata subito anche dagli amministratori, i quali hanno poi accompagnato Tomei a far visita ad altri due siti per avere un parere sulla situazione di un altissimo Cedro monumentale lungo la via che porta alle Terme e di due meravigliosi esemplari di Ginko.

Rossana Federighi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web