Il dolore
Un’offerta per comprare il Mercatone
Spiragli per i punti vendita di Lucca e Altopascio. Ma i sindacati vogliono certezze sul dimezzamento dei negozi
LUCCA. Qualche spiraglio per la vertenza del Mercatone Uno e per la “sopravvivenza” dei punti vendita di Lucca e Altopascio che danno lavoro, complessivamente, a 80 persone.
Una nota dell'azienda, infatti, spiega che c'è l'interessamento di un investitore «che si è proposto, e con il quale vi è un confronto aperto da circa due mesi». Questo nuovo, possibile socio ha comunicato che procederà alla presentazione di un'offerta definitiva di acquisto entro la fine del mese di aprile.
Intanto il ministero dello sviluppo economico ha aperto la procedura di amministrazione straordinaria speciale, prevista dalla legge Marzano per le grandi imprese.
La procedura, viene spiegato, ha ad oggetto le società M. Business, M. Estate, Mercatone Uno Services, Mercatone Uno Logistics, Mercatone Uno Trading e Mercatone Uno Finance: tutte quelle che fanno parte della galassia-Mercatone.
L'avvio di questa fase, viene spiegato, «è da considerarsi come una naturale prosecuzione del percorso aperto con il concordato prenotativo autorizzato dal Tribunale di Bologna, il cui presupposto fondamentale era la ricerca di un investitore che potesse dare continuità ad un marchio storico italiano, Mercatone Uno, in un orizzonte temporale stimato per esigenze di tesoreria fino alla fine di marzo, non avendo il Gruppo fatto ricorso a finanza ponte».
Non a caso, si legge ancora, la strategia aziendale condotta in questi mesi consente di «presentarsi all'avvio della procedura di amministrazione straordinaria con una liquidità significativa; con un piano industriale delineato; con la trattativa in corso per la vendita degli asset del Gruppo dopo aver svolto un'attività preliminare e trasparente di ricerca di un investitore; con tutti gli stipendi pagati; con i migliori ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti; con le consegne rispettate verso i clienti; con l'impegno dei soci storici del Gruppo per un'eventuale soluzione concordataria nell'ambito dell'amministrazione straordinaria, se ne sussisteranno le condizioni».
Sviluppi che i sindacati accolgono con molta cautela, chiedendo innanzitutto di “vedere le carte”, cioè di fare chiarezza sui negozi che sarebbero a rischio chiusura (si parla della metà dei punti vendita). Un rischio per il quale, nei giorni scorsi, i dipendenti hanno organizzato sit-in e proteste.
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