Il Tirreno

Lucca

parla il regista di “the imago”

Il film girato in Valle questa sera torna a casa

di Luca Dini

CASTELNUOVO. È la sera di “The Imago”. Alle 21 le porte del cinema Eden di Castelnuovo si apriranno per la prima al pubblico del film del regista di Emiliano Galigani, il 42enne capannorese di...

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CASTELNUOVO. È la sera di “The Imago”. Alle 21 le porte del cinema Eden di Castelnuovo si apriranno per la prima al pubblico del film del regista di Emiliano Galigani, il 42enne capannorese di adozione che propone una pellicola d’autore incentrata sulla storia dello scrittore di “Alice nel paese delle meraviglie”, Lewis Carrol. Il film è il primo passo in un progetto che ne prevede altri due, una trilogia dedicata ai sensi o meglio alla vista.

Questo primo film ha coinvolto tutto il territorio della Valle del Serchio dove si sono svolte le cinque settimane di ripresa e dove sono state reperite le comparse dello stesso. La proiezione inizierà alle 21,15, l’ingresso è gratuito. Emilianoo Galigani, regista ma anche produttore con la Metropolis Produzioni, lancia un messaggio di fiducia verso il territorio invitando giovani e meno giovani ad osare: «Il nostro obbiettivo è stato ed è quello di mettere tutti in condizione di esprimere al meglio la propria creatività – afferma – usiamo la creatività del territorio per produzioni internazionali. E questo territorio ha tanta creatività intesa come mestiere, artigianalità, arte fatta da professionisti. Dobbiamo osare, tutto il cinema italiano dovrebbe farlo maggiormente».

Ma partiamo da The Imago. Un film ambientato nell’Inghilterra di fine ‘800 che subito ha richiamato in mente al regista qualche angolo di Garfagnana: «Abbiamo fatto promozione nei market dei festival di Berlino e Cannes e all’American Film Market di Los Angeles – spiega – il risultato è stato buono. Abbiamo diverse proposte sia per la diffusione in sala che in tv. Il film è un atto d’amore verso questa terra che mi ha adottato (lui, originario di Terni, ndr), ma ho scelto la Valle del Serchio perché sapevo di poter trovare i luoghi adatti per questo film. È un film difficile, senza attori famosi. Uno di quei film che venivano chiamati, più una volta che adesso, film d’autore. Lo abbiamo girato in lingua inglese perché questo ormai richiede il mercato, abbiamo investito parecchio. È una produzione che conta su quello che il mondo del cinema definisce micro budget, appena 200mila euro. Abbiamo trovato l’appoggio delle Fondazioni del territorio, ma soprattutto abbiamo investito noi, come Metropolis, in prima persona».

Una scelta coraggiosa ed in controtendenza con ciò che accade oggi in Italia: «Nessuno osa fare più certi film e prima di certi investimenti ci sono le casse del Ministero – argomenta Galigani – siamo passati dai Fellini ai Risi alle commedie all’italiana. Che però non sono esportabili all’estero. Noi abbiamo voluto crederci, puntare fuori dall’Italia, sperimentare. E all’estero c’è stata una buona risposta, c’è rispetto ed apprezzamento per quello che è stata la cultura cinematografica italiana».

Metropolis ha in serbo altri progetti, oltre ai prossimi due film della trilogia con le riprese del secondo che partiranno tra Francia e Puglia a settembre: «Vorremmo essere catalizzatori di idee – chiude il regista – se qualcuno ha idee da proporci noi siamo pronti a valutarle.

A settembre inizieremo un percorso a Lucca che punta sulla fertilità di questo territorio per chi vuole lavorare in questo settore e per settore intendo quello video a 360 gradi, dal cinema agli spot per il web».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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