Il Tirreno

Lucca

L’azienda si fermerà per l’addio al caporeparto

di Barbara Antoni
L’azienda si fermerà per l’addio al caporeparto

I colleghi devolveranno un’ora di lavoro in segno di affetto e partecipazione Oggi Donatini verrà sostituito nel reparto caldaie della Lucart

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LUCCA. La Lucart di Porcari si fermerà il giorno dei funerali di Francesco Sodini. Stop ai motori e alle produzioni, in segno di rispetto per un tragico addio. E i colleghi del caporeparto del settore turbine, ucciso con tredici colpi di pistola alle 7 di mattina di mercoledì 8 aprile da un suo collaboratore, l’operaio caldaista Massimo Donatini, devolveranno alla famiglia del deceduto un’ora di lavoro.

Più che una raccolta, un gesto simbolico di affetto e partecipazione, un modo per dimostrare la vicinanza, il dolore e il cordoglio.

È quanto fanno sapere i compagni di lavoro. Ieri mattina, risulta che l’azienda abbia comunicato ai dipendenti, tramite i loro rappresentanti sindacali, la volontà di interrompere l’attività il giorno del funerale di Sodini. I dipendenti intanto hanno dato il via alla loro iniziativa.

Contestualmente, le Rsu sono state convocate anche per puntualizzare alcuni aspetti emersi nelle prime ore di indagine sull’omicidio.

In pratica, sono stati ribaditi alcuni aspetti già evidenziati, ma in modo più incisivo.

È stato sottolineato, spiega Daniele Gherardoni, Rsu della Fistel Cisl, «che da Sodini non erano mai state ricevute segnalazioni su irregolarità riscontrate nei turni, tantomeno risultanti dai filmati delle telecamere. Sodini (in qualità di responsabile dei reparti caldaie di tutte le aziende del gruppo Lucart, ndr) infatti vi aveva accesso. Allo stesso tempo il caporeparto non aveva mai comunicato irregolarità nemmeno via email».

Il giorno dopo la tragedia, ieri, nella cartiera di Porcari si respirava ancora un clima di sconcerto per quanto è accaduto mercoledì mattina in via Sandei all’Arancio, davanti all’abitazione di Sodini.

L’ipotesi più avanzata dai colleghi è che la furia omicida di Donatini sia stata scatenata da un rancore tra lui e il caporeparto, qualcosa che fosse conosciuto solo a loro.

Diversamente i compagni di lavoro non riescono a giustificare un fatto del genere.

Del resto, sottolineano, «nell’ambiente della cartiera se accade qualcosa di anomalo nel tempo di un’ora tutti ne vengono a conoscenza».

Donatini aveva lavorato fino alla vigilia di Pasqua ma anche gli ultimi giorni, confermano i colleghi, non era apparso né turbato né particolarmente su di giri. Era quello di sempre, il lavoratore tranquillo e attento, che fuori dai turni di fabbrica faceva lavoretti, piccole riparazioni meccaniche a domicilio, più spesso di caldaie visto che era il suo settore di specializzazione.

Niente insomma che potesse far presagire un rancore tanto grande da sfociare in un gesto così eclatante e tragico.

In giornata, ieri, è stato comunicato anche che il posto di Donatini oggi verrà reintegrato, per non lasciare la squadra degli addetti alle caldaie scoperta di un collega.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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