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Lucca

Il Gip ha deciso, Donatini resta in carcere

Il Gip ha deciso, Donatini resta in carcere

Terminato l'interrogatorio di garanzia nel carcere di San Giorgio. Intanto nel tardo pomeriggio i risultati dell'autopsia sulla vittima 

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LUCCA. Resta in carcere Massimo Donatini 43 anni, l'uomo che martedì mattina ha ucciso il proprio caporeparto, Francesco Sodini, 52 anni, sparandogli a distanza ravvicinata numerosi colpi di pistola anche quando la vittima si trovava in terra, inerme. Lo ha deciso il gip Riccardo Nerucci al termine dell'udienza di convalida che si è tenuta all'interno del carcere di San Giorgio. Non è stato, invece, convalidato il fermo in quanto non ci sarebbe stato pericolo di fuga. Ma si tratta solo di una questione tecnica: Donatini, infatti, non uscirà da San Giorgio, almeno per il momento.

IL COMMENTO Massimo, dal delirio al delitto

Donatini - difeso dall'avvocato Ornella Da Tofori - mezz'ora dopo il delitto si è costituito alla caserma dei carabinieri di Cortile degli Svizzeri consegnando la pistola sottratta al padre che è l'arma usata per uccidere. Un reo confesso che di fronte agli inquirenti e al magistrato ha sostenuto di aver agito in quel modo perchè era convinto che quel giorno al suo rientro al lavoro avrebbe trovato una lettera di licenziamento. E il principale responsabile della perdita del lavoro nella sua testa era il caporeparto che non l'aveva adeguatamente protetetto e, d'accordo con la proprietà, aveva fatto installare delle telecamere nella zona caldaie, quella di competenza dell'operaio killer, per spiarlo e per sorprenderlo mentre prendeva bulloni o cacciavite, mentre leggeva il giornale o era collegato con internet. In realtà non c'era nessuna lettera di licenziamento nei suoi confronti, non c'era alcuna immagine che lo ritraeva intento a sottrarre degli oggetti o navigare in rete durante l'orario di lavoro.

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Tutto era frutto di uno scherzo, di una presa in giro di alcuni colleghi che lui non aveva compreso covando odio e rancore al punto tale da farlo armare e commettere un delitto efferato. Il pm Antonio Mariotti chiederà la conferma della misura detentiva per concludere gli accertamenti tecnici in attesa anche dell'autopsia prevista nel pomeriggio del 9 aprile all'obitorio del Campo di Marte e che sarà eseguita dal medico legale Stefano Pierotti. Nel primo interrogatorio di fronte ai carabinieri e al pm, l'omicida ha sostenuto che - oltre al caporeparto - c'erano anche altri due colleghi di lavoro che lo vessavano e a cui aveva rivolto le sue attenzioni. Ma non aveva alcune intenzione di ucciderli visto che, una volta assassinato Sodini, si è subito consegnato ai carabinieri. 

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