Proteste
É una muta di boa, non di pitone
«Nei registri della forestale non risulta la presenza di questo rettile»
LUCCA. È di un boa constrictor e non di un pitone la muta trovata in corte Mecchi a Sant’Angelo. «Ho parlato con le guardie dell’Anpana che hanno fatto vedere la pelle agli esperti – dice Pietro Balducci, il residente che ha trovato il reperto –. Mi hanno spiegato che non si tratta di un pitone, ma di un boa. Non è che la cosa mi abbia riempito di allegria: quel tipo di serpente è ancora più pericoloso. Non sarebbe male che qualcuno venisse a ispezionare intanto il condotto da cui probabilmente è sbucato. Ho chiesto al proprietario del campo di metterci intanto una grata».
Preoccupato, Balducci ha chiamato anche la Forestale: «Mi hanno detto che negli elenchi degli animali esotici che per legge vanno denunciati a loro non risulta la presenza di alcun boa dalle nostre parti. Mi chiedo allora se non si tratti di uno stupido scherzo. In ogni caso credo che sarebbero necessari controlli accurati».
Intanto in corte Mecchi è tornato il gatto sparito da giorni e che, tra il serio e il faceto, qualcuno diceva fosse diventato un pasto del serpente.
Non è la prima volta che compaiono in Lucchesia le tracce di un boa. In passato però le indagini avevano alla fine escluso che ci fosse qualcuno che li rilasciava nei campi o che i rettili fossero riusciti a fuggire dalle teche che potevano contenerli.
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