La manifestazione
Commercio a Capannori, saldo positivo
I dati del Suap parlano di 48 aperture nel corso del 2014 a fronte di 37 cessazioni di attività. Il Comune darà contributi
Segnali di ripresa per il commercio a Capannori. Nel 2014 hanno aperto in tutto 48 nuove attività commerciali, mentre 37 hanno abbassato le saracinesche, con una curva positiva, sia pure di poco.
In un anno decine di nuovi piccoli e medi imprenditori hanno voluto mettersi in proprio o si sono spostati, aprendo in altre zone e strade più centrali.
Segno di intraprendenza e di un po' di ritrovato ottimismo, soprattutto a Capannori e nelle frazioni più popolose come Marlia, Lammari e Segromigno.
Nuove tipologie di servizi (dai negozi per celiaci alle agenzie di viaggi), gelaterie e pizzerie accanto ai tradizionali negozi di vicinato come forni, alimentari e rosticcerie che nel Capannorese vantano una lunga tradizione che pur tra le difficoltà consente di resistere alla crisi.
A Lammari da oltre un anno ha aperto un centro commerciale che in modo innovativo raggruppa diversi negozi e attività.
Una fotografia del commercio capannorese è offerta dai dati del Suap, lo sportello unico delle attività produttive del Comune.
Dal 1 gennaio al 31 dicembre dell'anno scorso si sono iscritti 45 negozi di vicinato (sotto i 300 metri quadrati come dimensione), poi due medie distribuzioni e una grande distribuzione (il nuovo Esselunga a Marlia già presente da anni, ma recentemente ampliato e rinnovato). Mentre hanno cessato 37 attività.
Certo il commercio è ancora in sofferenza. La congiuntura economica continua a pesare sugli esercenti e sui consumi.
I cartelli "affittasi" sono presenti un po' ovunque anche nelle frazioni capannoresi e in alcuni casi sono gli stessi fondi che hanno cambiato gestione o si sono spostati, senza andare quindi a riempire quei vuoti che lasciano con il fiato corto (ad esempio a Capannori, nel vecchio centro, si sta svuotando la zona della via Romana). Il Comune annuncia un sostegno economico ai commercianti.
«Il fatto che il numero delle attività commerciali che aprono sia maggiore di quelle che chiudono è un dato significativo che potrebbe essere un primo segnale di ripresa, seppur timido, del settore terziario sul nostro territorio - sostiene l'assessore alle attività produttive Serena Frediani nel commentare i dati - Per la nostra amministrazione il commercio di vicinato rappresenta una risorsa anche da un punto di vista sociale e per questo vogliamo sostenerlo assegnando contributi, attraverso un bando di prossima pubblicazione, ai centri commerciali naturali che si impegnano in attività di animazione, promozione e cultura nelle frazioni a beneficio di tutta la comunità».
Un fondo per salvaguardare le botteghe e le attività di vicinato e stimolare la nascita di nuove aperture nei piccoli paesi e per sostenere i Centri commerciali naturali, che attualmente sono cinque nel Capannorese.
Una ripresa che passa dall'iniziativa dei commercianti, ma anche dalla riqualificazione dei centri storici dei paesi del Capannorese, tutti tra l’altro con una identità ben definita.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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