Proteste
Polveri sottilissime, un altro allarme
Secondo il primo report le Pm 2,5 hanno avuto picchi altissimi a inizio e fine 2014. Le Pm 10 sono tornate come otto anni fa
LUCCA. Non solo le polveri fini (Pm 10) rappresentano un rischio concreto per la salute dei cittadini della Piana. Sfiora il limite della tollerabilità anche la media giornaliera di polveri finissime (Pm 2,5): 21 microgrammi al metro cubo sulla soglia limite di 25. E visto che 21 è il valore medio, significa che spesso, nell’arco dei 365 giorni, il livello massimo è stato superato. Lo testimonia il report dell’Arpat sul primo anno di rilevamenti condotti sulla presenza di questo inquinante, che illustriamo in anteprima. Ancora più pericoloso delle Pm 10, visto che la consistenza ancora più microscopica delle Pm 2,5 consente loro di infiltrarsi in maggiore profondità dell’apparato respiratorio.
Sorgenti del particolato fine risultano essere tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti che producono energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali.
La stazione di rilevamento delle Pm 2,5 si trova nella centralina in via Piaggia a Capannori. L’installazione dello strumento di misurazione risale al 10 gennaio 2014. Nell’arco dell’anno l’andamento ha evidenziato valori oltre il limite di 25 microgrammi molto frequenti nei primi quattro mesi (con picchi oltre quota 60 in gennaio, spesso oltre 50 in febbraio e marzo). A seguire, una primavera, estate e inizio di autunno con valori entro i limiti per poi tornare a impennarsi da fine ottobre a fine dicembre. In particolare a dicembre 2014 si sono avuti picchi anche oltre quota 80 e 100 microgrammi al metro cubo. Un andamento molto analogo, del resto, a quello delle Pm 10 nel corso dello stesso anno.
Va detto che rispetto alla stazione di rilevamento delle Pm 2,5 di Pisa Passi, attivo dal 2010 (con medie annue oscillanti tra 14 e 18 microgrammi per metro cubo) quella di Lucca Capannori, già nel primo anno di attività, ha subito superato i suoi valori medi arrivando infatti a 21.
Pm 10, tornati ai livelli del 2007. Un altro dato sconcertante è contenuto nel report dell’Arpat. Riguarda l’andamento del numero di superamenti del valore limite giornaliero delle Pm 10 (50 microgrammi per metro cubo) negli otto anni dal 2007 al 2014 compresi per la stazione di Lucca Capannori (sono tollerati superamenti fino a 35 in un anno). Nel 2007 si erano registrati 61 sforamenti, 40 nel 2008, 35 nel 2009, 38 nel 2010, 57 nel 2011, 36 nel 2012, 30 nel 2013 e ancora 60 (solo uno meno del 2007) nel 2014. Questa invece la situazione per la centralina di San Micheletto (in via Elisa, centro storico di Lucca): 50 sforamenti nel 2007, 41 nel 2008, 50 nel 2009, 48 nel 2010, 65 nel 201154 nel 2012, 41 nel 2013, 34 nel 2014. Le due rilevazioni hanno avuto andamenti opposte: mentre l’aria era peggiore per Lucca centro, salvo poi progressivamente (eccetto che nel 2011) migliorare, per la stazione di rilevamento di Piana e Valle, che aveva mantenuto negli anni numeri di superamenti di Pm 10 inferiori, si è assistito a un brusco peggioramento. Non a caso a inizio 2015 l’allarme ha fatto scattare anche il provvedimento delle targhe alterne.
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