Il Tirreno

Lucca

ORA I POLITICI SANNO COSA FARE CONTRO LO SMOG

di MARCO INNOCENTI

di MARCO INNOCENTI Non ci vorrà molto per capire se davvero gli amministratori della Piana intendono far seguire fatti al dichiarato impegno comune per avviare subito iniziative che, nell'attesa...

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di MARCO INNOCENTI

Non ci vorrà molto per capire se davvero gli amministratori della Piana intendono far seguire fatti al dichiarato impegno comune per avviare subito iniziative che, nell'attesa della realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie che consentano di allentare la morsa dello smog, riducano la presenza di polveri sottili e finissime nell'aria.

Dopo le relazioni dei tecnici dell'Arpat e della Regione al convegno promosso dal Comune di Capannori, non c'è più alcun dubbio su quanto allarmante sia oggi la situazione della Piana, maglia nera per la qualità dell'aria in Toscana e tra le più critiche di Europa.

Senza mezzi termini, gli esperti hanno indicato cosa si deve fare subito: avviare politiche per ridurre la combustione da legna, primo fattore di inquinamento, e da diesel. Accanto a controlli più estesi e frequenti anche sui fumi emessi dalle industrie e dalla centrali a biomasse.

Nel mirino sono in particolare i fumi prodotti dai caminetti chiamati "liberi" e l'abbruciamento di sfalci, ma anche gli scarichi di Tir e automezzi che rilasciano veleno.

Gli amministratori dunque sanno quanto sia compromessa, sopratutto da novembre a marzo-aprile, la qualità dell'aria; e sanno anche cosa devono fare.

Nessuno però ha indicato come e c'è da temere che proprio dietro questa mancanza di indirizzo precisa possa opporre resistenza passiva il partito di quanti tendono a lasciare le cose come stanno. E non sono pochi.

Non ci vorrà molto, dicevamo, per vedere però se davvero si muovono gli amministratori più consapevoli e avveduti. Ci sono infatti azioni e politiche che, tutti insieme (da Lucca, alla Piana e fino alla Valdinievole) possono subito attuare.

Intanto possono concordare con il ministero e la Polstrada (visto che il problema ha dimensioni nazionali) una serie di controlli mirati per togliere dalle strade i veicoli diesel più inquinanti.

Possono coinvolgere la Gesam e altri operatori in una politica che incentivi e sostenga le famiglie che intendono passare dal riscaldamento a legna del caminetto a quello a metano.

Possono limitare gli abbruciamenti nelle campagne organizzando un servizio gratuito di raccolta degli sfalci come avviene in altre zone.

Possono controllare che almeno negli uffici pubblici siano rispettati i limiti di temperatura per il riscaldamento, oltretutto con risparmi di spesa non irrilevanti.

Possono monitorare più approfonditamente, al momento della richiesta, l'impatto delle centraline a biomasse che stanno spuntando come funghi.

Possono attivarsi e far pressione perché l'esempio della Lucart, che ha spostato su rotaia parte del trasporto di materia prima e prodotto finito, sia seguito da altre grandi aziende attratte dal potenziamento (e non dalla dismissione) della linea ferroviaria Lucca-Aulla e dalla riattivazione dello scalo merci a Castelnuovo.

Possono recuperare subito uno stretto rapporto con l'Asl (una svista di non poco conto non averla invitata al convegno), perché certifichi l'incidenza delle polveri sottili nelle malattie dell'apparato respiratorio e indichi tutti i possibili provvedimenti per una campagna di prevenzione.

Possono attivarsi con la Regione per vedere se è possibile potenziare il personale dell’Arpat per incrementare i controlli sulle emissioni delle attività industriali e artigianali.

Possono seguire le indicazioni dello studio della Scuola S. Anna di Pisa su come fare davvero sistema attraverso i piani di azione comunale che dovrebbero essere attuati entro l’autunno.

Vedremo presto se qualcosa in questa direzione si muoverà. Altrimenti vorrà dire che politici e amministratori ci hanno presi in giro un’altra volta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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