Sicurezza
«Senza la tassa niente manifestazioni»
L’assessore Lemucchi spiega i criteri di utilizzo dei proventi dal soggiorno: non è vero che non investiamo in promozione
LUCCA. «Mantenere in vita un cartellone annuale di eventi senza i proventi da tassa di soggiorno oggi come oggi sarebbe molto difficile». A chi critica come l’amministrazione comunale ha deciso di utilizzare la tassa di soggiorno - sulla scorta del report presentato alle categorie e fornito a tutti consiglieri comunali, illustrato in esclusiva dal Tirreno - l’assessore Giovanni Lemucchi (deleghe a commercio, attività produttive, turismo e partecipate) risponde così. Senza risentimento ma con schiettezza: i tempi sono quelli che sono e pensare di organizzare oggi le manifestazioni che si facevano anche cinque o dieci anni fa a Lucca senza la tassa di soggiorno sarebbe insostenibile. Perché i soldi non ci sarebbero.
Ecco il perché delle decisioni prese per destinare i 544.588 euro di proventi da tassa di soggiorno nel 2014, usati per alleggerire il monte spese di 946.665 euro sostenute dal Comune per organizzare manifestazioni consolidate, per partecipare a due fiere, sostenere l’osservatorio turistico di destinazione e completare il pagamento della ripavimentazione di piazza San Michele.
Perché, assessore Lemucchi, nel prospetto sulla destinazione della tassa di soggiorno figurano così pochi investimenti per promuovere gli eventi fuori dai confini locali, provinciali o regionali?
«Vorrei sottolineare che per legge la promozione fuori dai confini locali non è prevista per noi: la normativa per ora non l’affida ai Comuni».
Ma almeno all’aeroporto di Pisa l’amministrazione potrebbe comunicare le manifestazioni che organizza: all’ufficio informazioni turistiche del Galilei la Lucchesia sarebbe assente se non fosse per i banner del Summer Festival e per due brochure della Garfagnana. Da Lucca non ricevono materiale da due anni.
«Abbiamo appena finito di ristampare le nuove brochure, le stiamo inviando a vari destinatari. Nonostante oggi molti sostengano che la comunicazione più efficace è solo via web, io credo che la brochure abbia valore specialmente in un luogo strategico come l’aeroporto».
Tornando all’impiego degli introiti da tassa di soggiorno 2014, può spiegarci cos’è Luccaappealplan, progetto al capitolo promozione sul quale si sono investiti 18mila euro?
«Il progetto consiste in una collaborazione triennale con Campus (l’università lucchese del turismo, ndr) per realizzare tour, organizzare iniziative, per individuare un brand turistico, per collaborare nella comunicazione turistica dal sito istituzionale. E per darci una mano nell’Osservatorio turistico di destinazione, di cui Campus è partner scientifico».
Soltanto per l’Osservatorio turistico di destinazione il Comune ha speso 12mila euro nel 2014. Ma a cosa serve in modo specifico?
«L’Osservatorio è importante anche per la sua funzione qualificante nei confronti della Regione. Costituisce in pratica un vantaggio: in prospettiva la Regione elargirà fondi per la valorizzazione turistica solo alle città o ai Comuni che potranno essere qualificati come “destinazione turistica d’eccellenza” e la presenza di un Osservatorio è fondamentale per ottenere questa etichetta. È probabile quindi che in futuro i Comuni minori si debbano associare per costituire osservatori. Per tutti questi motivi non ritengo giusto dire che Lucca non fa niente per la promozione».
Però può venire da chiedersi perché oggi si usano i proventi della tassa di soggiorno per foraggiare manifestazioni che si facevano anche quando la tassa non c’era. Eppure si spendevano ugualmente dei soldi.
«Ma vero è che tante manifestazioni che c’erano prima oggi non si fanno più. Organizzare eventi, oggi, non è assolutamente scontato. Capisco benissimo gli operatori, ma questa è la situazione».
Dal report che l’amministrazione ha presentato emerge anche una forte attività di controllo sui versamenti della tassa di soggiorno e sulle attività non dichiarate. 188 sanzioni elevate in un anno sono tante.
«E continueremo, sia con i controlli sui versamenti della tassa da parte delle attività ricettive che sul pagamento del ticket da parte dei bus turistici. Idem per i controlli sulle attività non dichiarate».
Con l’apertura del terminal per i bus turistici al Palatucci il check point di viale Luporini è dismesso. Cosa ne farete?
«Valuteremo se metterlo subito a gara o affidarlo intanto in via provvisoria a privati o associazioni per progetti sempre legati all’accoglienza la cui gestione non ricada sulle casse comunali».
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