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Lucca

torna l’allarme

Raid dei cinghiali in zona Nave

Raid dei cinghiali in zona Nave

Un agricoltore racconta: mi hanno distrutto quindici piante

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LUCCA. Torna l'incubo dei cinghiali nella zona di Nave.

A denunciare i danni causati da un branco di ungulati è Donato Castellano, che possiede un uliveto vicino all'argine del fiunme.

«Già nel mese di dicembre - racconta il signor Castellano - ho avuto quindici piante distrutte. Nella mattinata di giovedì mi sono trovato con altri dieci ulivi sradicati».

Castellano ha piantato gli alberi circa due anni e mezzo fa e, quindi, si tratta di ulivi ancora piuttosto piccoli.

«Per me si tratta di costi: prima di tutto ho acquistato il terreno. Poi gli alberi, 115 piante, con l'idea di ritrovarmele quando andrò in pensione: ognuna mi è costata 15 euro. E ora me le vedo rovinare così», spiega disperato l’agricoltore.

Il signor Castellano racconta anche della difficoltà, o meglio dell'impossibilità, nell'avere rimborsi per i danni subiti.

«In Provincia - dice - mi hanno spiegato che non potrò avere nulla perché non sono un agricoltore diretto. E ora non so davvero come comportarmi».

Non più tardi di due settimane fa l’allarme cinghiali era scattato lungo la via del Brennero. «Tracce ben visibili di cinghiali - era la segnalazione - ci sono soprattutto nel tratto dal distributore di gpl al Molino Pardini, un tratto di trecento metri. Ci sono buche profonde». Il rischio è che qualche automobilista possa trovarsi all'improvviso di fronte a un cinghiale, con il rischio di fare un incidente.

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