Il Tirreno

Lucca

Lucart, il sogno diventato realtà

di Marco Innocenti
Lucart, il sogno diventato realtà

Parla l’ingegnere responsabile del progetto di trasporto merci su rotaia per l’azienda dei Pasquini. Allo studio nuove azioni per sfruttare sempre più la ferrovia della Valle

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LUCCA. Arriva dunque dal gruppo cartario Lucart un esempio di come si possa operare per arrivare ad una mobilità sostenibile che riduca l'impatto sull'ambiente e contribuisca a ridurre l'inquinamento. Il sistema che, su rotaia, consente di far arrivare allo stabilimento di Diecimo nella Valle del Serchio la materia prima (cellulosa) stoccata nel porto di Livorno permette infatti di tagliare il transito di 2.500 camion all'anno. Altri 2.000 transiti di Tir si risparmiano grazie ai due treni che portano il prodotto finito da Diecimo agli scali di Caserta e della Sicilia.

Attenta alla qualità della vita del territorio in cui produce, la famiglia Pasquini (una delle poche dinastie lucchesi che mantengono il controllo di un gruppo cartario di dimensioni internazionali) è tornata ad investire, non curandosi evidentemente del brutto rapporto con la politica e le istituzioni locali che avevano ad esempio fatto di tutto per impedire la realizzazione del termovalorizzatore nell'impianto di Diecimo che, secondo la Lucart, avrebbe consentito smaltimento sicuro di residui di lavorazione, produzione di energia e migliore qualità dell'aria.

Si era temuto che davvero, dopo il diniego e la grande opposizione dei comitati della zona, l'azienda spostasse in Francia la lavorazione di Diecimo. Invece la produzione è rimasta.

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Non solo: dopo quel “no” mal digerito, la famiglia Pasquini ha investito circa 200 milioni di euro per rilevare dagli americani la Cartiera di Castelnuovo che altrimenti avrebbe chiuso. Ora il nuovo investimento, che potrebbe essere il primo di una nuova serie, come spiega l'ingegner Giovanni Illibato che porta avanti il progetto per conto dell'azienda.

Se è vero che il collegamento via rotaia con Livorno, presentato ufficialmente ieri, è già operativo, ci potrebbero essere presto altre iniziative: Lucart infatti è pronta a investire nella riattivazione del proprio tronchetto ferroviario se le Ferrovie riapriranno lo scalo merci di Castelnuovo, la cui entrata in funzione consentirebbe di tagliare altri 3.000 transiti annui di Tir, che diventerebbero 4.500 se l'azienda Kerakoll, che ha stabilimenti a Minucciano, utilizzasse anch'essa lo scalo per il trasporto del materiale per l'edilizia prodotto, come pare disposta a fare (e come raccontiamo nel pezzo principale di queste due pagine).

Di più: l'eliminazione di camion dalle strade potrebbe essere ancora più massiccia se la linea ferroviaria Lucca-Aulla, invece di essere dismessa, fosse adeguatamente ristrutturata in modo da poter consentire il trasporto su rotaia di materie prime e prodotto finito di tante altre grandi aziende della Valle, su tutte la cartiera Tronchetti e la Kme di Fornaci di Barga. Una ipotesi al vaglio del tavolo aperto da Lucart con Regione e ministero, al quale non dovrebbero mancare i responsabili del distretto cartario e dell'Associazione Industriali che, facendo sistema, davvero potrebbero ottenere partecipazione ai progetti di miglioramento della rete infrastrutturale, con grande beneficio per tutti.

Intanto Illibato illustra il passo avanti fatto con il collegamento Livorno-Diecimo: «Sembrava un sogno irrealizzabile per i costi - spiega l’ingegnere -, dato che il trasporto su rotaia è competitivo sulle lunghe distanze, ma non su quelle brevi. Siamo riusciti però a portare a compimento l'operazione a costi invariati. I due treni che portano il prodotto finito a Caserta e in Sicilia tornavano vuoti: ora si fermano allo scalo di Calambrone per caricare la materia prima arrivata nel porto di Livorno. C'è qualche spesa aggiuntiva per il carico e scarico del materiale e per la logistica, ma i conti tornano».

E tornano anche per l'ambiente e il territorio, visto che spariscono intanto 4.500 camion annui che transitavano sulla Fondovalle e poi sulla circonvallazione di Lucca, intasate e superinquinate dalle polveri sottili, come hanno dimostrato i dati degli ultimi anni, che pongono Lucca all’ultimo posto per la qualità dell’aria in Toscana.

«Nel progetto ci siamo avvalsi della partnership della Cooperativa Lavoratori Portuali di Livorno, di Toprail, l'operatore ferroviario, e di Trenitalia - spiega l'ingegener Illibato -. L'impresa privata come si vede può contribuire al rispetto della sostenibilità della produzione sul territorio, ma un ruolo chiave lo hanno le infrastrutture. Le nostre sono carenti, potremmo fare assai di più se la linea ferroviaria Lucca-Aulla fosse ristrutturata e potenziata e se fosse riattivato lo scalo merci di Castelnuovo. Tra l'altro è bene non dimenticare - come ha dimostrato la recente bufera di vento - che la ferrovia è l'unica certezza per i collegamenti da e per la Valle anche in caso di calamità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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