Il dolore
Riapre il parco della storica Villa Reale
La bufera di vento aveva abbattuto un centinaio di alberi, alcuni secolari. Ora ci sono due nuovi percorsi tematici
MARLIA. Riaperto a tempo di record il parco di Villa Reale. A meno di un mese dall’uragano che ha schiantato un centinaio di alberi, il giardino della villa storica sarà di nuovo visitabile, grazie al lavoro ininterrotto delle squadre di giardinieri e boscaioli fatti intervenire dalla proprietà. Degli alberi caduti, almeno una trentina erano piante secolari. Non hanno resistito alle raffiche di vento eccezionali che il 5 marzo si sono abbattute sulla zona nord del Capannorese e si sono abbattute sul altre piante e su alcune statue che adornano il parco. Ma nonostante i danni ingenti, domani, finiti i lavori di messa in sicurezza, il giardino di Villa Reale riaprirà finalmente al pubblico, con due nuovi percorsi tematici, una dedicato all’acqua e uno all’architettura.
Ad attenderci al centro di accoglienza riservato ai turisti, all’entrata della villa, sono Eleonora Del Vecchio e Pauline Ulanek, che si occupano di ricezione e marketing. Le motoseghe e le ruspe sono ancora a lavoro, nell’aria si respira l’odore della resina che arriva dai tronchi di pini, cedri del Libano e cipressi abbattuti dalla violenza del vento e ora ammassati in maniera ordinata ai margini del prato, in attesa di essere portati via dai camion. «Impossibile per ora quantificare i danni – dicono Eleonora e Pauline – . Quelli alle strutture sono stati limitati, maabbiamo perso alberi bellissimi. Tra questi, un cipresso di circa 300 anni e un grande cedro del Libano, che si trovava all’inizio del prato. È stata danneggiata anche una statua, ma i restauratori sono già all’opera».
Nonostante il lavoro di giardinieri e boscaioli (una quindicina impiegati a tempo pieno), i segni della tempesta sono ancora ben visibili. La cortina verde che impediva, fino a poco più di un mese fa, di vedere le case di via Carlo Del Prete, oltre il muro di cinta, non c’è più. Risalendo verso il giardino spagnolo, oltre la Villa del Vescovo, altri cipressi mancano all’appello. «In totale sono cadute 90-100 piante. Una trentina erano piante secolari – sottolineano Pauline ed Eleonora – Abbiamo già dato inizio alla piantumazione di nuovi alberi, soprattutto lecci. Ci vorrà tempo, ma siamo determinati. La nuova proprietà (che ha acquistato da poco la villa dalla famiglia Pecci-Blunt ndr) vuole ripartire proprio dalla tempesta per dare il via a un nuovo corso per il parco e per tutta la proprietà».
Ecco che sono nati nuovi percorsi tematici, uno dedicato all’acqua e uno all’architettura, per guidare i turisti all’interno dell’enorme area verde anche attraverso bacheche, che riportano informazioni e curiosità. Si sta procedendo, inoltre, alla segnalazione delle piante di pregio, sono stati riaperti i viali e vialetti che si snodano tra bosco e camelieti. Il nuovo corso, però, al momento non include il “progetto albergo”. Pauline ed Eleonora accennano all’attività di ricezione turistica mentre attraversiamo il cortile della Villa del Vescovo, bellissima dimora ormai in condizioni di semi-abbandono. «Le potenzialità sono infinite. Il recupero delle strutture prenderà tempo. Per ora focalizziamo l’attenzione sul riportare i turisti alla villa».
Ancora transennata via Carlo Del Prete Ancora in corso i lavori di messa in sicurezza degli alberi danneggiati dal vento e che potrebbero rappresentare una minaccia per le case che si trovano a pochi metri dal muro di cinta della villa. Alcune piante sono instabili a causa degli alberi che si sono abbattuti su di esse durante l’uragano.
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
