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Pena dimezzata all’infermiere che rubò medicinali

Pena dimezzata all’infermiere che rubò medicinali

LUCCA. In un periodo difficile della sua vita con la separazione dalla moglie, un figlio di sei anni e gravi problemi di salute legati a un infarto, commise furti di ansiolitici e tranquillanti...

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LUCCA. In un periodo difficile della sua vita con la separazione dalla moglie, un figlio di sei anni e gravi problemi di salute legati a un infarto, commise furti di ansiolitici e tranquillanti (benzodiazepine) da un armadio che conteneva alcune confezione per i pazienti e nel novembre 2011 venne presentata una denuncia all’autorità giudiziaria che portò prima alla sua incriminazione e poi alla sua condanna in primo grado con l’accusa di peculato. L’infermiere di 48 anni residente a Porcari era stato condannato nel 2012 dal tribunale di Lucca (presidente Valentino Pezzuti) a due anni e mezzo di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Adesso la Corte d’Appello ha ridotto la pena detentiva a un anno e tre mesi di reclusione e quella accessoria a un anno di interdizione concedendo la sospensione condizionale della pena per cui nè quella detentiva e nemmeno quella accessoria saranno scontate dall’infermiere professionale che nell’occasione era difeso dall’avvocato Nicola Barsotti. Determinante per la riduzione della pena la motivazione che ha spinto l’uomo a compiere furti di ansiolitici (Tavor, Midazolam, Diazepam) che gli provocavano sonnolenza anche durante l’orario di lavoro tanto che da suscitare i sospetti dei colleghi di lavoro. Per il legale dell’infermiere in quel periodo - dall’inizio del 2011 sino alla denuncia presentata alla polizia dall’Asl - l’imputato soffriva per una situazione familiare complessa aggravata da seri problemi di salute. A corto di denaro prendeva quei farmaci dall’armadietto dei medicinali per rilassarsi e placare il suo perenne stato d’ansia. Tra l’altro dopo la sentenza di primo grado l’Asl - costituitasi parte civile al processo attraverso l’avvocato Lepri - aveva sospeso l’infermiere di Porcari. Ma alla sospensione il legale dell’infermiere aveva presentato ricorso al giudice del lavoro ed era stato reintegrato. Attualmente non lavora al 118 dove prestava servizio al momento di compiere il reato, ma in un altro settore dell’azienda.

Luca Tronchetti

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