Il Tirreno

Lucca

Tessera sanitaria e telecamere contro i furbetti dei rifiuti

di Luca Cinotti
Tessera sanitaria e telecamere contro i furbetti dei rifiuti

Le isole interrate del centro saranno dotate di lettore e si apriranno solo a chi abita dentro le Mura Inaugurata la prima della “seconda tranche”, realizzata all’incrocio fra via San Nicolao e via del Fosso

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LUCCA. Stop ai furbetti dell’isola ecologica, i non residenti in centro che arrivano in auto e scaricano la loro spazzatura nei cassonetti sotterranei (quando non fuori di essi): nel giro di qualche settimana queste strutture saranno utilizzabili solo da chi ne ha diritto, grazie a uno speciale lettore di schede magnetiche. Una piccola rivoluzione per la raccolta differenziata, spinta anche dai tanti nostri articoli che (con dovizia di foto) raccontavano l’abuso delle isole ecologiche.

L’occasione per annunciare la novità è stata l’inaugurazione della quinta isola nel centro storico: si tratta di quella realizzata all'incrocio fra via San Nicolao e via del Fosso, la prima della seconda “tranche” che prevede altre quattro strutture simili. Un sistema, quello dei cassonetti a scomparsa, che è destinato ad ampliarsi e anche ad andare incontro a novità importanti.

La prima, come detto, è quella del lettore elettronico che passando la tessera sanitaria, consentirà l'utilizzo della struttura solo ai residenti nel centro storico. «Ci siamo infatti resi conto - spiega l’assessore all’ambiente Francesco Raspini - che c'è un uso improprio delle isole a scomparsa da parte di chi non ha diritto. Fino ad ora non c'è un divieto espresso per chi abita fuori dal centro, ma entro poche settimane lo prevederemo e installeremo il lettore di card».

L'estensione del sistema sarà graduale: quelle di nuova costruzione ne saranno dotate fin dall'inizio, poi entro l'estate anche quelle già esistenti (piazza Santa Maria, via Carrara, piazzale San Donato e via dei Bacchettoni) verranno adeguate.

Seconda novità, la nuova isola a scomparsa ha cassonetti più piccoli rispetto alle quattro già attive: «Questo - spiega il direttore di Sistema ambiente Roberto Paolini - perché non è possibile arrivare nelle vie del centro con i nostri mezzi più grandi».

Anche le quattro isole già esistenti saranno adeguate nel corso dei prossimi, così da consentire di utilizzare i nuovi mezzi che dovranno arrivare a breve per svuotare tutti i cassonetti interrati. A regime, con i contenitori più piccoli, si pensa di tarare i passaggi da due a quattro il giorno, a seconda dell’utilizzo che ne viene fatto da parte dei cittadini. Necessari anche i passaggi domenicali, uno la mattina e uno al pomeriggio.

Confermato anche l'arrivo delle telecamere di controllo nei pressi delle isole, collegate con la sala operativa della polizia municipale, che dovrebbero consentire di individuare i "furbetti" che lasciano i rifiuti fuori dai cassonetti e, quindi, di sanzionarli. Proprio nei giorni scorsi il consiglio comunale ha modificato il regolamento sulla videosorveglianza per adeguare l’utilizzo degli “occhi elettronici” proprio a questo scopo.

Il "programma" di espansione delle isole interrate prevede l'arrivo, entro l'anno, di altri tre punti. Il primo, già in un buon stato di avanzamento, è quello in piazza Varanini subito all'interno di porta San Jacopo, che ha dovuto fare i conti con alcuni ritrovamenti archeologici che hanno rallentato il cantiere. Nel giro di qualche settimana, poi dovrebbero partire i lavori per l'isola di via del Crocifisso, mentre bisognerà aspettare un po' di tempo (ma comunque tutto dovrebbe essere concluso entro il 2015) per quella da realizzare in piazza San Gregorio, alle spalle del Mercato del Carmine.

Più in generale - e allungando lo sguardo anche al di là e al di fuori delle Mura - il Comune conferma di voler arrivare a estendere la raccolta porta a porta a tutto il territorio entro la fine di quest’anno. Un risultato che - se raggiunto - consentirà di introdurre anche a Lucca, come già avviene a Capannori e Montecarlo, la cosiddetta “Tia puntuale”, che consente di far pagare ai cittadini la spazzatura che effettivamente producono, mediante sistemi di identificazione del sacchetto dell’indifferenziato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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