Il Tirreno

Lucca

Smog, i tecnici indicano le cause e i rimedi

di Marco Innocenti
Smog, i tecnici indicano le cause e i rimedi

Al convegno promosso dal Tirreno e dal Comune di Capannori gli esperti mettono sotto accusa la combustione del legname

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LUCCA. Ora non ci sono più alibi nella lotta allo smog. I tecnici di Arpat e Regione hanno fatto un quadro chiarissimo, dettagliato ed esauriente delle cause di una così forte incidenza di polveri sottili e agenti inquinanti nella Piana che da Lucca arriva fino al Serravalle. E, soprattutto, hanno indicato chiaro e tondo cosa bisogna fare per ridurre e fermare l’inquinamento: va gradualmente, ma rapidamente ridotto il riscaldamento da legna e vanno ridotte le emissioni da diesel.

Le relazioni dei tecnici intervenuti a Capannori al convegno promosso da Il Tirreno e organizzato dal Comune di Capannori hanno cancellato ogni dubbio: certo, il traffico è una fonte importante di emissioni nocive nell’aria, ma il danno maggiore - dati scientifici e statistici alla mano - arriva dalla combustione del legno. In parole povere, come dimostra la tabella nella pagina a fianco, il vero nemico sono i caminetti e i fuochi all’aperto. Per questo i tecnici suggeriscono anche di passare alla raccolta a domicilio degli sfalci da parte delle aziende pubbliche di smaltimento dei rifiuti e soprattutto di investire nella informazione e nella formazione per far capire quanto sia necessario che ai camini si sostistuiscano le caldaie, o almeno le stufe di ultima generazione.

Al tempo stesso, l’indicazione uscita dal convegno è di procedere con il piano di azione integrato tra i Comuni della Piana di Lucca, ai quali vanno aggiunti quelli della Valdinievole, per attuare una politica concordata che già ha elementi di base nella scelta di potenziare sempre di più il trasporto su rotaia per le merci (lo scalo Diecimo consentirà di togliere dalle strade 2mila Tir al giorno) e le persone, di migliorare il trasporto pubblico locale su gomma e di aumentare le piste ciclabili.

Sono però progetti a lungo termine che non attenuano nell’immediato l’inquinamento crescente: a ieri, c’erano già stati 27 sforamenti dei limiti delle polveri sottili presenti nell’aria dall’inizio dell’anno, dopo che nel 2014 se ne erano registrati 60. E la situazione, come hanno illustrato gli esperti di Arpat e Regione, è aggravata dalla conformazione orografica che fa della Piana una vera e propria conca riparata dai venti e nella quale l’aria ristagna, nonché da una meteorologia che non aiuta la dispersione delle polveri.

Ma che ad incidere sull’inquinamento siano soprattutto le emissioni da riscaldamento, in particolare da legname, lo dimostra il fatto che gli sforamenti si concentrano nei mesi da gennaio ad aprile e poi da da novembre a dicembre. Certo, sulla pessima qualità dell’aria - una delle peggiori non solo in Toscana, ma addirittura in Europa -, influiscono anche le emissioni delle industrie, il traffico, le attività agricole ed altre lavorazioni, ma il vero nemico è il riscaldamento insieme alle combustioni di legname.

In un quadro del genere è parsa (anche agli esperti) molto positiva la presa di coscienza degli amministratori dei Comuni della Piana e della Valdinievole che hanno organizzato il convegno e che già hanno avviato una collaborazione per assumere decisioni concordate.

I sindaci però hanno avuto la conferma che le ordinanze per le targhe alterne, il controllo del riscaldamento nelle case e i divieti di accensione di caminetti e fuochi possono servire soltanto a evitare denunce penali per non aver rispettato, come responsabili della salute pubblica, le norme che impongono queste azioni quando si superano i limiti negli sforamenti.

Ci vorrebbero eserciti di vigili urbani per verificare il rispetto delle targhe alterne e stuoli di accertatori per controllare che non si violino altri divieti, ammesso che fossero fatti entrare nelle case. E poca fiducia c’è anche nel rispetto dei gradi di temperatura negli uffici pubblici, dove spesso si trovano termosifoni a palla accanto a finestroni spalancati.

Avuti tutti i dati per capire quali sono le cause dello smog, ricevute anche le indicazioni su cosa si può fare subito, i sindaci dovranno ora impegnarsi per agire con misure che non siano semplici palliativi. Non è facile, ma non c’è altra scelta.

Così come adesso non hanno scelta i vertici dell’Asl: non è più rimandabile infatti l’indagine epidemiologica che chiarisca il rapporto tra polveri sottili e malattie, da primari ospedalieri e medici di base date in forte aumento e sempre più preoccupanti.

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