La manifestazione
Uno spiazzo intitolato a don Maggini
LUCCA. Per generazioni di lucchesi è stato il luogo dove portare a giocare i bambini - e dove andare per prender e un po’ di fresco, soprattutto in estate. Ora lo spiazzo fra Porta San Pietro e la...
LUCCA. Per generazioni di lucchesi è stato il luogo dove portare a giocare i bambini - e dove andare per prender e un po’ di fresco, soprattutto in estate. Ora lo spiazzo fra Porta San Pietro e la salità del Caffè delle Mura, dove si trova la Cappella di Santa Cecilia avrà finalmente un nome: sarà infatti intitolata a monsignor Emilio Maggini, uomo di chiesa e musicista. La cerimonia di intitolazione dovrebbe tenersi all’inizio del mese di giugno.
Non è un caso la scelta di intitolare a monsignor Maggini, scomparso nel 2008, proprio questa piccola fetta di centro storico: Maggini, infatti, che era ottimo compositore e organista, per anni è stato lo storico direttore proprio del coro della Cappella di Santa Cecilia, collegata con la Cattedrale di San Martino. Nato nel 1926 a Gombitelli, sulle colline di Camaiore, monsignor Maggini ha avuto un ruolo di primissimo piano nella promozione musicale lucchese. Nel 1963, infatti, ideò la Sagra musicale, con lo scopo di valorizzare il patrimonio musicale sacro lucchese: la manifestazione, quest’anno, spegnerà la sua candelina numero 52 e per 45 anni è stata diretta proprio da Maggini. Che, dopo aver compiuto gli studi nel seminario di Lucca, si era diplomato in composizione, musica corale e direzione di coro nei conservatori di Firenze e Foggia. Per 35 anni è stato insegnante di musica e canto gregoriano nel seminario di Lucca e dal 1949 fino al 1990 ha ricoperto la carica di organista della Cattedrale di San Martino. A lui, fra l’altro, si deve il riordino e il catalogo del fondo di musica antica della biblioteca del seminario e la trascrizione e revisione di musiche inedite di compositori come Boccherini, Puccini padre e figlio, Catalani, Luportini, Pacini, Angeloni, Pergolesi e Bellini. Tra le sue composizioni si ricordano anche sei Mottettoni per la Santa Croce.
A rendere possibile l’intitolazione dell’area a Maggini è stata l’opera instancabile del fratello, che ha spinto perché a questa importante personalità fosse dato un riconoscimento. Dopo l’ok del Comune è arrivato anche il nulla osta della prefettura, indispensabile in caso di intitolazione a persone morte da meno di dieci anni. (l.c.)
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