Sicurezza
La Provincia gela i cittadini: nessun reimpianto per i tigli
Assemblea a Fornoli con l’assessore Rovai, che conferma la necessità di abbattere 30 alberi. I residenti chiedono un progetto da parte del Comune, il sindaco Betti annuncia una perizia
BAGNI DI LUCCA. I tigli non verranno reimpiantati, almeno non nel breve periodo. Questa la triste conclusione a cui si è giunti lunedì sera al termine dell’incontro pubblico che ha visto confrontarsi, per oltre tre ore, una numerosa delegazione di cittadini di Fornoli, provincia e amministrazione comunale.
L’assemblea era stata convocata, come si ricorderà, perché gli abitanti del paese avevano chiesto lo stop all’abbattimento delle piante (posizionate in Via Papa Giovanni XXIII, Via della Stazione e Via di Lima) ed un chiarimento con Palazzo Ducale che quel taglio l’aveva ordinato. A rappresentare l’ente provinciale l’assessore Luigi Rovai e l’ingegner Gabriele Cerri che, ad inizio serata, hanno relazionato in merito a quanto avvenuto nei mesi scorsi. In sostanza, hanno detto, «un primo perito ha analizzato le piante destinandone all’abbattimento una trentina poi, dopo le rimostranze della popolazione, un secondo esperto agronomo ha ripercorso i viali e con uno studio al buio ha catalogato come ammalato, più o meno, lo stesso quantitativo di alberi».
L’unico modo per bloccare almeno temporaneamente i tagli è risultata essere l’effettuazione di ulteriori studi che potrebbero venire commissionati dai cittadini stessi. Opzione che la maggior parte di questi ultimi ha trovato però irricevibile visto che a più riprese ha chiesto, per risolvere la questione e riqualificare l’area, un impegno politico e di responsabilità da parte degli amministratori eletti.
«Gli enti non possono trincerarsi dietro il parere dei tecnici – hanno affermato infatti diversi abitanti presenti – ma devono prendere una posizione e farsi carico, da amministratori quali sono, della situazione. Quello che serve a Fornoli – hanno poi rincarato– è un progetto di tutela e conservazione. Via Papa Giovanni XXIII e le altre strade in questione non possono essere considerate alla pari di una via ad alto scorrimento come la Lodovica. Qui si parla di centro abitato e di alberi che per noi cittadini sono bellezza e ricchezza; per i tecnici solo pericolo. C’è una divergenza di vedute che solo la politica può superare». Per quanto riguarda poi l’eventuale reimpianto, come suddetto, l’assessore Rovai lo ha escluso, almeno da parte della provincia: mancano i soldi necessari e le norme sempre più stringenti del codice della strada lo vietano. L’unica possibilità emersa è la predisposizione di un progetto di riqualificazione complessiva del paese che comprenda anche il reimpianto degli alberi e sia elaborato da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Betti, da parte sua, ha affermato che la giunta sta già lavorando ad un nuovo piano strutturale ma i tempi saranno necessariamente lunghi. Per ora, in attesa di una perizia che sarà condotta da un esperto scelto dal Comune, continua lo stop all’abbattimento dei tigli e prosegue la potatura di tutte le piante.
Chiara Lammari
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