Il Tirreno

Lucca

Elisoccorso, possibile una deroga per il San Luca

Luca Cinotti
Il "Pegaso" sugli spalti delle Mura
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Il "Pegaso" sugli spalti delle Mura

Lucca, dalla conferenza dei servizi arriva un altro "no", ma sarebbe possibile richiedere il permesso per un numero limitato di voli

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LUCCA. Sì, no, forse. La vicenda - oramai annosa - della piazzola dell'elisoccorso all'ospedale San Luca sembra destinata a non trovare una conclusione, un punto fermo. O, meglio, una decisione in tal senso ci sarebbe: anche l'ultima conferenza dei servizi che si è svolta a palazzo Ducale lo scorso 20 settembre, ha ribadito che l'autorizzazione al volo non può essere concessa. Ma, chiusa una porta, apre una finestra. Suggerendo, di fatto, all'Asl di chiedere al Comune (l'ente che deve rilasciare l'autorizzazione) una deroga "per un limitato numero di voli".

Una sorta di uovo di Colombo, per una questione che ha del paradossale e che è legata direttamente alla disgraziata collocazione del San Luca. Già da tempo si sa, infatti, che il rumore causato dagli elicotteri va oltre il limite previsto dalle normative per la zona: punto fermo ribadito anche il 31 ottobre scorso dall'Arpat, secondo la quale, "anche il volo di un solo elicottero avrebbe portato al superamento dei limiti di emissione sonora, sia nel periodo diurno che notturno, imposti dalla normativa vigente per la zona di riferimento". Così, a fine 2014, era partito un preavviso di diniego dell'autorizzazione, alla quale l'Asl aveva risposto con una serie di controdeduzioni basate sia sull'aspetto tecnico che (soprattutto) su quello giuridico. Arpat, però, non ha voluto sentire ragioni: "Non essendo emerse variazioni nel quadro legislativo relativo alla materia dell'inquinamento acustico prodotto da aviosuperfici e non essendo inoltre stati prodotti dall'Asl documenti tecnici che dimostrassero il rispetto dei limiti previsti dalle leggi", l'Agenzia ambientale non ha avuto motivo di cambiare il proprio parere.

Tutto finito, dunque? Non proprio. Il verbale della Conferenza, infatti, dopo aver negata l'autorizzazione, spiega innanzitutto che "il Comune ribadisce la necessità di trovare una soluzione e sottolinea l'importanza che la struttura ospedaliera funzioni nella sua totalità; concorda con i presenti sulla necessità di trovare in tempi strettissimi una soluzione anche di tipo transitorio". Quale soluzione? E' presto detto, anzi scritto: "Arpat, al fine comunque di cercare una soluzione alle necessità dell'ospedale e della collettività, pone come possibile questione da valutare ai fini di una soluzione temporanea del problema la concessione di una deroga da parte del Comune, legata all'utilizzo degli elicotteri in caso di necessità e urgenza".

Una soluzione che ora è allo studio dei dirigenti dell'azienda sanitaria, che dovranno decidere se - e in quali termini - presentare la richiesta di deroga all'amministrazione comunale.

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