Sicurezza
«Un dramma vissuto da casa al cellulare parlando con Chelini»
LUCCA. Una tragedia vissuta al telefono mentre l’amico gli chiede di chiamare con urgenza un’ambulanza del 118. La domenica delle Palme del 2015 non la scorderà tanto facilmente Luigi Di Ricco,...
LUCCA. Una tragedia vissuta al telefono mentre l’amico gli chiede di chiamare con urgenza un’ambulanza del 118. La domenica delle Palme del 2015 non la scorderà tanto facilmente Luigi Di Ricco, muratore di Pieve di Compito. «Erano le 13 - racconta - quando ”Pongo” (soprannome di Andrea Chelini) mi ha chiamato al telefono. “Scusa, ti devo fare una domanda tecnica su un mezzo meccanico”. Non ho fatto in tempo a proseguire la frase che ho sentito la parola “attento” seguito da un urlo. La comunicazione si è interrotta per meno di un minuto e quando è ripresa il mio amico con una voce rotta dalla disperazione mi ha supplicato di chiamare immediatamente un’ambulanza e di inviare con urgenza all’agraria Coturri sulla via per Chiatri a Farneta. “Fai in fretta è successo un casino, una tragedia” le ultime parole prima di riagganciare». Di Ricco parla lentamente cercando di ricordare ogni istante di quella giornata maledetta. «Con il cellulare ho subito composto il numero 118 e ho spiegato che si trattava di cosa urgente, probabilmente di un incidente sul lavoro. A quel punto, intuito il dramma, ho deciso di andare a vedere cosa era accaduto». Il muratore è salito in macchina e in venti minuti è arrivato a destinazione. «Se penso che quel lavoro avrei dovuto farlo io lunedì mattina (stamani per chi legge, ndr) mi vengono i brividi. - prosegue Luigi Di Ricco - Pongo mi aveva telefonato alcuni giorni fa per dirmi se potevo dargli una mano a trasportare delle scaffalature e del materiale sistemato all’interno dell’agraria di Farneta dove lui aveva lavorato per diversi anni e che adesso era in procinto di cedere l’attività mentre Chelini ne voleva aprire una tutta sua fuori città». Quando il muratore è giunto sul posto la tragedia si era già compiuta: «Il mio amico è fuori del capannone disperato e sporco di sangue. Da quanto ho capito la vittima stava manovrando un transpallet elettrico. Improvvisamente le pale aperte hanno trovato un ostacolo, forse la controsoffittatura metallica, e il mezzo ha iniziato ad inclinarsi. Il conducente o non se ne è accorto in tempo oppure è uscito dall’abitacolo per cercare di bloccarlo, ma è stato travolto e colpito alla testa dalle forche del transpallet».
Luca Tronchetti
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