Il Tirreno

Lucca

Marian, l’ingegnere che corre a torso nudo

di Luca Tronchetti
Marian, l’ingegnere che corre a torso nudo

Il singolare personaggio che si può vedere intorno alle Mura di Lucca è un rumeno naturista che per vivere fa l’idraulico

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LUCCA. Scalzo, a torso nudo, con indosso soltanto un paio di pantaloncini corti in tutte le stagioni dell'anno e con qualsiasi condizione atmosferica, per cinque giorni alla settimana lo vedi correre sugli spalti delle Mura o sulla circonvallazione. Passanti, automobilisti, curiosi spesso si fermano ad osservarlo e lo fotografano stupiti. C'è chi crede si tratti di un esaltato salutista, chi lo scambia per un atleta che sperimenta una nuova e particolare tecnica di allenamento, chi pensa di aver davanti un persongaggio singolare.

Quel gigante silenzioso che il vento, la pioggia, la neve o il sole estivo non riescono a fermare durante la sua seduta è un romeno che vive a Lucca ormai da 25 anni. Si chiama Marian Boghitoiu e abita a San Vito. Laureato in ingegneria e in teologia lavora come artigiano riparando caldaie e impianti idraulici. E' arrivato in Italia nel 1990, alcuni mesi dopo la caduta del regime comunista di Ceausescu e, nonostante una laurea alle spalle, si è adattato a fare i lavori più umili e si è messo a studiare teologia. Un'anima gentile in un corpo possente da decatleta.

Le sue passioni? La lettura, l'arte e lo sport.

«In tanti anni della mia giovinezza trascorsa sotto il regime comunista ho sviluppato un grande interesse per la cultura e la spiritualità. Il servizio militare svolto in Romania nel corpo degli alpini mi è servito per coltivare la passione per lo sport. Ho praticato nuoto, ginnastica artistica e rugby. Ma la prestazione fine a se stessa, le vittorie nelle competizioni non mi hanno mai appassionato. Ho cercato invece di far coincidere la sanità dell'anima e la salute del corpo. Sono queste le uniche cose che contano se vuoi essere veramente felice e in armonia con l'assoluto».

E' dal 2001 che Marian Boghitoiu ha deciso di praticare uno stile di vita basato su due componenti fondamentali per l'essere umano: la cura del fisico e l'alimentazione.

«Corro scalzo e a torso nudo per confrontarmi con la natura. Gli uomini primitivi da cui traiamo origine non indossavano abiti e resistevano meglio alle intemperie. I primi tempi non è stato facile resistere al freddo, all'umidità, agli sbalzi di temperature e al dolore provocato dall'impatto delle piante dei piedi sul terreno duro. Poi con il passare dei mesi il fisico si tempra e gli agenti atmosferici iniziano a non pesarti, quasi a non esistere. La terra è carica di elettroni antiossidanti che si assorbono completamente correndo nudi. Ti senti più rilassato perché ti carichi di queste componenti naturali. Corro dai quattro ai cinque giorni la settimana per trentacinque minuti, con due sedute di esercizi fisici a testa in giù e di addominali. Quel tipo di attività ginnica rende più efficienti, chiari e precisi i pensieri perché facendo gli addominali e non battendo il tronco contro la terra la meditazione è più intensa».

Un'ora scarsa per garantirsi la salute corporea non è sufficiente. Per Marian Boghitoiu è fondamentale anche l'alimentazione. Lui è vegetariano crudista.

«Che significa? Semplice. Ogni giorno a pranzo faccio un misto di ortaggi di stagione: dal sedano al pomodoro, dai finocchi alle carote, dall'aglio alle cipolle rosse, a tutti i tipi di legumi. Metto tutto nel frullatore e poi condisco con una serie di spezie che vanno dal peperoncino crudo alla cannella, dall'origano ai chiodi di garofano sino ai semi di girasole, di lino e di zucca. Da bere? La spremuta di bietola è meglio dell'acqua perché contiene Omega 3 e garantisce la salute dei neuroni e del cuore. Al mattino invece prendo il kefir, una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici ottenuta dalla fermentazione del latte. Contiene circa lo 0,8% di acido lattico e ha un gusto fresco e nutriente. Un alimento originario del Caucaso che usavo anche da bambino. Strappi alle regole? Diciamo che durante la giornata, magari la sera, non mi faccio mancare un bicchiere di vino rosso del Chianti o di Montecarlo e ogni tanto qualche ricotta, l'unico prodotto caseario ricco di proteine nobili. Carne, pesce, formaggi, dolci sono banditi dalla mia tavola da oltre quindici anni. E giuro che non ne sento affatto la mancanza»

. Uno stile di vita che Marian ha maturato nel corso dei suoi studi teologici e che lo hanno portato ad avere una spiritualità che rifugge dagli aspetti materiali e al secolo in cui viviamo:

«Mi ero autoingannato correndo dietro, come fa la società moderna, al denaro e al benessere materiale. Ora lavoro per vivere e non vivo per lavorare. Chiaro che se devo aggiustare uno scaldabagno, prima vado dal cliente. Ma durante la giornata o, perché no, anche nelle ore notturne, non rinuncio mai alla mia corsa lungo l'arborato cerchio. Ho scelto la libertà rifiutando il consumismo e non ho rimpianti. Sto bene così, curando corpo e anima e cercando di scoprire giorno dopo giorno cos'è veramente l'essere umano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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