Attenzione
Un progetto condiviso per arrestare lo smog
Il Laboratorio avanza proposte in vista del convegno sulle misure per migliorare la qualità dell’aria
CAPANNORI. Forme di mobilità, sia di persone che di merci, in linea con le norme e i trattati nazionali ed europei per combattere lo smog. E' questa la posizione che torna ad esprimere il Laboratorio Mobilità e Paesaggio in via del convegno di martedì a Capannori nel corso del quale amministratori ed esperti sono chiamati a proporre interventi concreti e subito attuabili per arrestare la crescita esponenziale di polveri sottili nell'aria, anche nell'attesa di provvedimenti complessivi la cui attuazione richiede però anni. Il convegno, organizzato su sollecitazione de Il Tirreno, si terrà nell'auditorium del centro sociosanitario di Capannori, in piazza Aldo Moro. Il tema, "Riprendiamoci l'aria", vuol essere quanto meno il punto di partenza di una azione congiunta per arrivare a risultati concreti. L'iniziativa è stata resa possibile dalla convinta adesione dell'amministrazione comunale di Capannori, seguita da quelle di Lucca, Montecatini e Monsummano. Le conclusioni spetteranno ad Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'ambiente. Per il Laboratorio il convegno "ha un duplice scopo: da un lato fare il punto della situazione attuale rispetto alla qualità dell'aria, dall'altro proporre soluzioni e programmi operativi di contrasto ai fattori che hanno determinato in questi 10 anni un peggioramento delle condizioni ambientali. La piana di Lucca è identificabile con il termine "città diffusa"; quasi sempre le politiche per la gestione dello sviluppo urbanistico, del trasporto pubblico locale e della mobilità di merci e persone sono state improntate alla gestione dell'esistente. Questa è stata la tendenza storica: gestire l'esistente in base alla pressione politica. Oppure, nei casi peggiori, una totale incuria che più che un laissez-faire è stato un abbandono dell'interesse pubblico, di cui poi si scontano le conseguenze quando il territorio collassa (e si deve intervenire d'emergenza) o gli effetti di errori accumulati nei decenni formano delle strozzature poi difficili da risolvere, che rendono difficile la vita dei cittadini e impediscono lo sviluppo della città (non solo economico). Si risponde alle sollecitazioni della contingenza, provenienti nella migliore delle ipotesi da cittadini stanchi che chiedono interventi, oppure da piccoli gruppi che cercano di affermare interessi di parte e quindi spingono per progetti di corto respiro".
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