Il Tirreno

Lucca

Muore schiacciato da un muletto

Il luogo dell'incidente e, nel riquadro, la vittima
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Il luogo dell'incidente e, nel riquadro, la vittima

Lucca, la vittima è Andrea Roberto Buchetti, 55 anni, che aveva accompagnato un amico a visionare delle scaffalature all'Agraria Coturri

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LUCCA.Un’incredibile fatalità ha spezzato la vita di Andrea Roberto Buchetti, 55 anni, autotrasportatore, residente nella centralissima piazza S. Martino, figlio di commercianti lucchesi, ma soprattutto attrezzista cinematografico che aveva lavorato con registi del calibro di Bernardo Bertolucci o Peter Greenaway. Buchetti è morto schiacciato da un transpallet a batteria che stava manovrando all’interno di un capannone per aiutare un amico a caricare delle scaffalature. Un destino beffardo, tanto più che non avrebbe dovuto trovarsi lì perché inizialmente quel lavoro era stato commissionato ad un’altra persona per lunedì mattina. Invece l’arredatore cinematografico nella tarda mattinata di domenica si è presentato nel piazzale dell’Agraria Coturri in via di Chiatri a Farneta. Con lui c’era chi gli aveva commissionato il “lavoretto” da sbrigare in un paio d’ore: il suo amico Andrea Chelini, ex dipendente per anni dell’agraria da cui si era licenziato anni addietro e che aveva chiesto e ottenuto da Andrea e Saverio Coturri - titolari del magazzino rivendita autorizzata Husqvarna di tosaerba, macchine da giardino e decespugliatori - le chiavi del portone d’ingresso della ditta. Il motivo? Prelevare delle scaffalature dall’azienda, sul punto di essere ceduta, per utilizzarle all’interno dei locali dell’impresa che sta per aprire a S. Anna.

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I fatti. Sono le 12,30 quando Buchetti e Chelini parcheggiano il furgone davanti al piazzale dell’agraria. Entrano per rendersi conto di come portar via gli scaffali che devono essere acquistati per arredare il negozio. E si mettono al lavoro. L’attrezzista cinematografico si mette al volante del transpallet elettrico, un carrello elevatore dotato di due forche metalliche e utilizzato principalmente per trasportare i pancali. Ma qualcosa va storto. Probabilmente il muletto si inceppa o una delle pale urta un controsoffitto o un soppalco impedendo al mezzo meccanico di funzionare regolarmente. Alle 13 Andrea Chelini è vicino alla porta dal capannone per telefonare a un amico, Luigi Di Ricco, che inizialmente avrebbe dovuto svolgere quel lavoro. È un attimo. Mentre Chelini è al telefono il carrello si rovescia. Una forca meccanica colpisce in testa Andrea Roberto Buchetti e il mezzo poi lo schiaccia non lasciandogli scampo. Chelini, prima che il mezzo meccanico finisca addosso all’amico, ha il tempo di gridare “Sta cadendo, spostati”. Una delle ipotesi al vaglio è ora che l’attrezzista cinematografico, forse accortosi che una pala del muletto si era incastrata e il mezzo stava inclinandosi pericolosamente, forse abbia cercato istintivamente di bloccarlo invece di fuggire dal volante e mettersi al riparo.

Soccorsi e indagini. Sul posto piomba un’ambulanza della Misericordia inviata dal 118, con medico a bordo. Ma per Buchetti non c’è più nulla da fare. La morte è istantanea, dovuta alle gravi lesioni e ai traumi alla testa e all’emitorace sinistro. Di lì a poco arrivano anche una volante della polizia e la Squadra mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo. Vengono avvertiti anche i fratelli Coturri. Saverio si trovava allo stand di VerdeMura ed arriva nell’arco di una quindicina di minuti, mentre Andrea, impegnato in una corsa motociclistica, giunge in serata visibilmente sotto choc. Sul posto anche il medico legale Stefano Pierotti, incaricato dalla procura della Repubblica. Dopo aver dato una mano ai soccorritori, oggi eseguirà un esame esterno del cadavere all’obitorio dell’ex ospedale Campo di Marte.
Andrea Chelini è stato sentito in Questura come testimone dove ha spiegato la dinamica del drammatico incidente.

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