La manifestazione
MA LA CURA DEL CENTRO NON È IN AGENDA
di MARCO INNOCENTI E’ indubbio che la crescita esponenziale dei questuanti che, talvolta anche in modo aggressivo, fermano i passanti o entrano nei negozi susciti reazioni di insofferenza, se non di...
di MARCO INNOCENTI
E’ indubbio che la crescita esponenziale dei questuanti che, talvolta anche in modo aggressivo, fermano i passanti o entrano nei negozi susciti reazioni di insofferenza, se non di intolleranza, anche in chi cerca comunque di capire il dramma e le difficoltà di tante persone che - almeno non sempre - non mendicano per scelta. Opportuni quindi controlli più accurati, che però andrebbero istituzionalizzati ed estesi.
Non sono soltanto gli accattoni a creare danno di immagine: non giova nemmeno il modo con cui proprio tante delle persone che protestano per gli accattoni lasciano poi rifiuti di ogni genere ad ogni angolo e ad ogni ora; né giova la trascuratezza con cui si lasciano degradate zone ormai riservate alle bande dei graffitari. E tanto meno fanno aumentare l’ammirazione dei visitatori le condizioni in cui vengono tenuti tanti immobili pubblici.
Si torna sempre al solito punto di partenza: c’è una visione, una politica organica per il ruolo che ha un centro storico che, a parole, si vorrebbe bello, qualificato, vivo, pieno di funzioni che offrono servizi a residenti e frequentatori e suscitano consensi nei visitatori? La cura della città, elemento fondamentale per Lucca anche sotto il profilo economico, pare uscita dall’agenda degli amministratori. Attenzione: non da ora, come sostiene chi non ricorda più le segnalazioni e i servizi che si possono ritrovare, con identica evidenza e puntuale cadenza, nel corso di tanti anni e sotto la guida di tante amministrazioni. La città, certo, non dà una buona immagine di sè. Ma non è vero che sia poi così peggiorata rispetto al recente passato. Constatazione che ad ogni modo non giustifica il perdurare dell’assenza di attenzione al problema.
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