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Imam su posizioni di radicalismo estremo

Imam su posizioni di radicalismo estremo

Il ministro Alfano spiega le ragioni dell’espulsione: «Nel nostro Paese non si inneggia all’odio»

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LUCCA. «Noi abbiamo individuato delle chiare evidenze di azioni di radicalismo e di radicalizzazione estrema e anche di proselitismo. In tutti i casi non si può inneggiare all’odio nel nostro Paese». Parole chiare, dure, sferzanti, quelle usate dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in merito all’espulsione dall’Italia dell’imam di Capannori, Abdel Mounime Haida, 33 anni, marocchino, autista di una lavanderia e residente da una decina d’anni nella Piana.

«Noi non abbiamo tracce di minacce specifiche, ma certamente lavoriamo in vigilanza e prevenzione con tutte le espulsioni necessarie e ieri abbiamo realizzato l’ultima, quella dell’imam di Capannori. Lo abbiamo fatto per evitare che continuasse l’opera di incitamento all’odio e alla violenza. La strategia fondamentale è il dialogo con le altre comunità interrazziali con l’obiettivo di separare chi prega da chi spara. Crediamo che il radicalismo e l’estremismo vadano stroncati alla radice.

«Nel decreto approvato il mese scorso contro il terrorismo - chiude Alfano durante il suo intervento a Expo delle Idee - abbiamo deciso che 4800 soldati controlleranno i siti sensibili e saranno presidio fisso e mobile. Quei soldati ci daranno la possibilità di liberare risorse umane di polizia, carabinieri e guardia di finanza che controlleranno i nostri centri urbani. Una parte di questi soldati saranno disposti alla prevenzione anti terrorismo. Una cosa è certa: nei rapporti con le comunità religiose occorre avere una strategia chiara. Se avremo dialogato bene sarà facile disarmare chi usa la violenza come metodo e la religione come apparenza».

Sulla misura dell’espulsione Alfano sostiene che la limitazione del garantismo serve ad evitare infiltrazioni pericolose: «Certe misure sono necessarie perché abbiamo prova in tutta Europa di presenza di terroristi o aspiranti tali. Questo è un dato della cronaca e purtroppo abbiamo visto in altri paesi i terroristi realizzare una terribile cronologia del terrore. Maratone, strade, metropolitane, musei, redazioni dei giornali. Nessun Paese può dirsi a rischio zero. Noi ad oggi non abbiamo tracce di minacce specifiche, certamente lavoriamo con tutte le espulsioni necessarie per evitare il più possibile i rischi».

Al provvedimento del titolare del dicastero dell’Interno il legale dell’imam può opporsi entro 30 giorni presentando ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio, unico competente in materia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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