Sicurezza
«Veniamo qui per pregare, diciamo no alla violenza»
CAPANNORI. È destinato a diventare ancora più complicato e improntato alla diffidenza il rapporto tra i residenti che da sempre vivono nella Piana e le tante persone arrivate negli anni da Paesi in...
CAPANNORI. È destinato a diventare ancora più complicato e improntato alla diffidenza il rapporto tra i residenti che da sempre vivono nella Piana e le tante persone arrivate negli anni da Paesi in cui prevale l’islamismo. Il blitz di ieri rinfocola infatti polemiche mai sopite. Qualora le accuse mosse all’imam si rivelassero fondate e proporzionate in gravità al provvedimento di espulsione sarebbe inevitabile veder crescere la diffidenza.
A fare le spese del nuovo clima che si potrebbe instaurare sarebbe infatti proprio la comunità musulmana, composta da migliaia di fedeli che si radunano settimanalmente nel centro di preghiera di Capannori.
Proprio il luogo in cui l’imam, secondo gli inquirenti, era solito tentare di radicalizzare le opinioni religiose e politiche dei musulmani moderati con parole di fuoco contro l’Europa e l’occidente.
Per adesso, tra i pochi frequentatori del venerdì pomeriggio vige il più stretto riserbo: la notizia è fresca e sembra non essersi ancora diffusa. Un signore di mezza età, da poco rientrato dal Marocco, ci tiene però a ribadire che, anche nel caso le accuse si rivelassero fondate, il caso è assolutamente isolato: «La gente viene qui per pregare – dice – alle altre cose non presta attenzione. Nessuno tra quelli che conosco è d’accordo con la violenza che alcuni gruppi attuano nel nome dell’Islam, non ho mai sentito nessuno giustificare l’Isis o addirittura fare reclutamento per conto dei terroristi. E’ una guerra che va a sfavore di tutti, nessuno ne trae beneficio, e non ha niente a che vedere con la religione musulmana».
Una posizione netta che pare condivisa da tutti i presenti e che rappresenta il pensiero della grande maggioranza della comunità locale, composta perlopiù da persone che da molti anni vivono e lavorano in Italia e che nessuno si sognerebbe mai di accusare di terrorismo.
Rimane da vedere, e tutti sperano che il dubbio venga chiarito nelle prossime ore, se in questa comunità possa essersi infiltrato di recente qualche elemento non altrettanto cristallino, proprio a causa della opera di proselitismo di cui è stato accusato l’imam.
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