Il Tirreno

Lucca

LA TESTIMONIANZA

«Non mi sembrava che incitasse all’odio contro l’Occidente»

LUCCA. Cade dalle nuvole quando gli comunicano che uno degli imam del centro di preghiera di Capannori - un capannone dismesso vicino alla rotonda del Frizzone a trecento metri dal territorio di...

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LUCCA. Cade dalle nuvole quando gli comunicano che uno degli imam del centro di preghiera di Capannori - un capannone dismesso vicino alla rotonda del Frizzone a trecento metri dal territorio di Porcari - è stato espulso dal territorio dello Stato perché sospettato di essere vicino all’integralismo islamico. Lui è Ben Himuda, da decenni residente in Lucchesia, conosciuto in tribunale dove svolge l’attività di interprete e traduttore oltre ad essere dipendente di un oleificio nella Piana. Da quel poco che conosce Abdel Mounime e non lo ritiene affatto un soggetto pericoloso in grado di fungere da fiancheggiatore di Al Queda: «Vado al centro culturale islamico ogni venerdì e mi è capitato di incontrare il giovane. Voglio subito specificare che non si tratta di un “imam”, ma di un volontario che si presta, senza compenso, a ricoprire assieme ad altri il ruolo di guida pur non avendo una profonda conoscenza religiosa come un vero capo. Solitamente sono lui e Jilhali a guidare la preghiera. Personalmente non l’ho mai sentito inveire contro i costumi occidentali o predicare la jihad. Le sue parole mi sono sembrate piene di buon senso e di fede. Non mi pare che incitasse all’odio, semmai le sue erano le parole di un moderato. «Quando oggi pomeriggio (ieri per chi legge) sono andato a pregare alla moschea - prosegue Ben Himuda - e non l’ho visto inizialmente ho pensato che fosse ammalato. Poi l’altro imam volontario mi ha rivelato quanto aveva saputo: Haida era stato prelevato dalla sua abitazione e rispedito in Marocco. Sono rimasto sbigottito, stento ancora a credere quanto accaduto. L’ultima volta l’ho visto venerdì scorso e non mi è parso di leggere nei suoi occhi il minimo turbamento. So che era sposato con una donna italiana che si è convertita all’Islam, che ha tre bambini in tenera età che accompagnava a scuola e che si faceva in quattro al lavoro portando alla lavanderia in cui lavorava la biancheria sporca e macinando chilometri e chilometri con il furgone aziendale anche durante la notte. E nonostante il gravoso impegno, da buon mussulmano, da cinque-sei anni a questa parte non mancava mai al centro di culto di Capannori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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