Il Tirreno

Lucca

La difesa di Puglia «Altri posti di lavoro con quella decisione»

di Luca Dini
La difesa di Puglia «Altri posti di lavoro con quella decisione»

Dopo la richiesta di condanna al processo per concussione il sindaco di Vagli nutre fiducia sulla decisione dei tribunale

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VAGLI. «L’ho fatto e lo rifarei perché è conforme e nel rispetto delle leggi che regolano la materia». Così afferma Mario Puglia, il sindaco di Vagli, in relazione al processo dove è accusato di concussione e turbativa d’asta, per aver fatto un atto di transazione in cui la Cooperativa Apuana ha riconosciuto al comune di Vagli Sotto un milione e 500mila euro: «Così si è risolto il problema disoccupazione con l’assunzione di decine e decine di nuovi operai presso la stessa – spiega Puglia – quindi l’ho fatto e lo rifarei perché l’atto di transazione è stato voluto dal consulente tecnico d’ufficio del tribunale in accordo con il giudice e su atti fatti alla Prefettura». Il sindaco rende nota anche le premesse della richiesta di condanna avanzate dal pubblico ministero: «Puglia è un’autorità pubblica eletto sindaco per la terza volta in un piccolo comune con meno di mille residenti, trattandosi di un piccolo comune oltre la carica politica somma spesso e con continuità la carica amministrativa (dirige uffici comunali - con pochissimi impiegati) sostanzialmente può veramente decidere per il Comune, ha la direzione di tutto l’apparato comunale, cosa impossibile in altri contesti comuni con più residenti. 34 processi 34 assoluzioni è un trionfo, con i processi penali paradossalmente il suo carisma è aumentato, il suo consenso, il suo potere tanto che è stato rieletto per il terzo mandato. Il comportamento processuale è ineccepibile, presente, sempre corretto, sembra si diverta». «Di certo non mi diverto – commenta – ma è la fiducia nei giudici che devono giudicare, che mi danno la serenità e la tranquillità che appare. Vorrei vedere altri cittadini che tra archiviazioni e processi avessero passato tra avvocati e tribunali 2200 giorni in 12-13 anni. La competenza dei giudici ha permesso che con le assoluzioni le assicurazioni mi hanno restituito le ingenti spese sostenute altrimenti, una sola causa andata male e mi sarei ritrovato su lastrico. Voglio difendermi nel processo, non dal processo. I processi si devono chiudere con le sentenze dei giudici, e qualsiasi sia l’esito si devono accettare nel rispetto del lavoro di tutti e in special modo della magistratura».

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