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La carbonizzazione idrotermale a Salanetti

La carbonizzazione idrotermale a Salanetti

Progettato da Gielle srl che ora attende il via libera dagli enti. Nuova frontiera a tutela dell’ambiente

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CAPANNORI. Riduzione delle emissioni di CO2, un super-prodotto, il biocarbone, capace di fare la differenza in molti campi d’impiego derivante dai rifiuti organici urbani, industriali e, più in generale, da tutte le biomasse umide, acqua altamente fertilizzata e zero sprechi. Questo è il processo di carbonizzazione idrotermale, innovativo sistema per la chiusura del ciclo dei rifiuti organici presentato nell’area del Polo Tecnologico Lucchese, durante il terzo workshop internazionale del progetto europeo NewApp.

Potrebbe sorgere a Capannori il primo impianto italiano di carbonizzazione idrotermale, realizzato da Ingelia Italia, azienda nata dalla joint venture tra Smarty Agency e Ingelia, l'azienda spagnola proprietaria del marchio e della tecnologia. Individuata a Salanetti la zona che dovrebbe ospitarlo, l’impianto di Capannori sarebbe punto di riferimento a livello europeo per la creazione di bio-char, con esportazione in tutta Europa dei prodotti finali del processo di valorizzazione dei rifiuti. E’ allo studio e al vaglio delle amministrazioni la nascita di un impianto gemello anche a Piombino, garantendo alla Toscana, in caso di approvazione, un primato a tutti gli effetti.

Una mattinata di approfondimento e conoscenza della nuova tecnologia di Ingelia che consente di ridurre di circa 120 volte il tempo di trattamento dei rifiuti: dai 40 giorni degli impianti di compostaggio alle 8 ore della biocarbonizzazione, con un chiaro risparmio di odori, energia elettrica ed emissioni inquinanti. L’impianto inoltre è in grado di produrre il biocarbone, versatile e sfruttabile a 360 gradi, ma anche una quantità di acqua, derivante dal processo di disidratazione dei rifiuti, altamente fertilizzata e sfruttabile per il miglioramento del terreno.

Il primo impianto di carbonizzazione idrotermale, sostenuto dalla Gielle srl che era presente al workshop internazionale per illustrare il progetto, potrebbe nascere dunque a Salanetti. Spiega Luca Gelli, presidente della Gielle srl: «Per evitare il consumo di nuovo territorio abbiamo cercato delle situazioni che potessero essere riutilizzate e abbiamo trovato ciò che fa al caso nostro. Ora la nostra proposta è in corso di valutazione da parte degli enti competenti e la Provincia sta ultimando una prima analisi del nostro progetto. Vogliamo che l’impianto non crei alcun tipo di problema, per questo stiamo cercando persone che valutino obiettivamente la nostra proposta».

Il processo di biocarbonizzazione idrotermale rientra nella blue economy, passo avanti rispetto alla green economy, capace contrariamente alla seconda di autosostenersi, senza incentivi pubblici.

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