Sicurezza
Gli studenti dell’istituto “Croce” incontrano i detenuti
LUCCA. Una giornata intensa, che è servita a scacciare stereotipi negativi e soprattutto vedere la realtà carceraria sotto un altro aspetto, decisamente più crudo e reale. Per venti ragazzi del...
LUCCA. Una giornata intensa, che è servita a scacciare stereotipi negativi e soprattutto vedere la realtà carceraria sotto un altro aspetto, decisamente più crudo e reale.
Per venti ragazzi del Centro studi "Benedetto Croce - Gruppo Esedra" di Lucca, la mattinata passata in visita dentro la casa circondariale di via San Giorgio è stata un'esperienza indelebile.
L'iniziativa, ripetuta a grande richiesta dopo il successo dello scorso anno, rientrava nel secondo step del progetto "Carcere - scuola", organizzato dallo stesso istituto lucchese assieme alla fattiva opera dei dirigenti ed educatori del carcere cittadino.
Accompagnati dalla dottoressa Arianna Fanani (direttrice del centro) e dalle due docenti Federica Brugiati e Marina Ciucci (che hanno curato la parte didattica in aula e seguito l'interazione coi detenuti), gli studenti del "B. Croce" hanno prima, grazie al "filtro" dei volontari che si occupano dell'animazione, socializzato con gli ospiti della struttura che si sono offerti spontaneamente di parlare coi ragazzi.
Dopo questo passaggio emotivamente forte, si è passati ad un vero e proprio "faccia a faccia" tra alcuni detenuti e gli studenti. È stato un confronto franco, ma proprio per questo spontaneo e intenso. La giornata in San Giorgio è seguita all'incontro svoltosi un mese e mezzo fa nella sede di Esedra Scuole a San Concordio, quando il direttore della struttura, Francesco Ruello, tenne una lectio magistratis sul tema del rapporto tra detenzione e rieducazione.
In queste settimane di intensa preparazione all'evento di ieri, la professoressa Brugiati (insegnante di diritto) si è occupata di curare gli aspetti giuridici del sistema penale e carcerario italiano, mentre Marina Ciucci ha puntato sulle dinamiche psicosociali che si vivono all'interno della realtà penitenziaria.
«Sono soddisfatta - dice Arianna Fanani -,perché i ragazzi hanno lavorato sodo per preparare questa giornata che sicuramente non dimenticheranno, e che si inserisce nella filosofia dell'azienda, cioè che la scuola deve guardare anche fuori dalle aule e vivere la realtà quotidiana, anche quella più delicata». (n.b.)
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