Sicurezza
Nuova condanna per l'ex presidente della Lucchese
Due anni e mezzo a Fouzi Hadj - che oggi risiede in Ucraina - per aver creato un sistema di scatole cinesi per portare all'estero milioni di euro ottenuti illecitamente
LUCCA. Terza condanna per il faccendiere siriano Fouzi Ahmad Hadj ex patron della Lucchese. Dopo due condanne a sei anni di reclusione ciascuna per bancarotta fraudolenta - una per il crac della ditta Katex a Genova e l'altra a Lucca per il fallimento dell'As Lucchese Libertas 1905 - il faccendiere siro-armeno è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione dal tribunale di Genova per bancarotta fraudolenta e corruzione internazionale. La moglie di Hadj, l'ucraina Alisa Pilipenko, è invece stata condannata a otto anni di carcere per lo stesso reato. Per Fouzi Hadj, il giudice di Genova ha anche disposto la confisca di oltre 248 mila euro.
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Fouzi Hadj era stato arrestato alcuni anni fa con l'accusa di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta documentale per distrazione di fondi dalle casse della Lucchese Libertas 1905, che fallì il 19 novembre del 2008 con un passivo di oltre 8 milioni di euro. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Paola Calleri, Hadj avrebbe "orchestrato un sistema di scatole cinesi per portare all'estero milioni di euro ottenuti illecitamente, frutto di corruzione".
Due anni fa, nell'ambito dello stesso processo, avevano patteggiato una condanna a due anni Damiano Sterle, avvocato ed ex consulente legale della Lucchese calcio e Massimo Kutufà, ex alto funzionario di Unicredit e già condannato a due anni anche per il crac della squadra di calcio della Lucchese. Aveva patteggiato infine tre anni Marco Marchiori, uno degli aspiranti eredi alla propriet dei bagni Lido.
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