Il Tirreno

Lucca

«Troppi ritardi per il suolo pubblico»

Confcommercio all’attacco: ritardi nelle concessioni e autorizzazioni per periodi brevi

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LUCCA. Tempi più brevi per la concessione del suolo pubblico ai locali, per garantire certezze agli operatori e posti di lavoro agli stagionali. È quanto chiede al Comune Confcommercio Lucca, che si fa portavoce di un malcontento diffuso fra i pubblici esercizi che hanno investito nella realizzazione di strutture esterne, ritenute essenziali per dare un’offerta adeguata ai turisti.

«I rappresentanti di Confcommercio - spiega una nota dell’associazione - sono e saranno sempre disponibili nei confronti dell'amministrazione per dar vita a regolamenti che mirino alla valorizzazione del centro cittadino attraverso la concessione di strutture esterne a basso impatto ambientale, essendo gli imprenditori i primi ad avvertire questa esigenza affinché la città sia la vetrina stessa delle proprie attività. Purtroppo, ci troviamo costretti a registrare le enormi perplessità sul da farsi e il rischio di una inversione di tendenza dal punto di vista degli investimenti, e quindi dell'immagine della città, da parte di numerosi operatori: i continui ritardi nella concessione del suolo pubblico (si tenga conto che la primavera è iniziata già da tre giorni), o le concessioni limitate a brevi periodi di tempo, infatti, lasciano gli imprenditori interessati in una situazione di massima incertezza, che non consente loro di poter programmare la propria attività non solo sul lungo periodo, ma neppure sul medio».

Con ricadute negative sull’occupazione: «Bisogna tener conto delle ricadute sul piano occupazionale, per tutti quei ragazzi - studenti e non - che in un lavoro magari stagionale trovano risorse economiche e opportunità. La mancanza di certezze e di programmazione, infatti, impedisce agli operatori assunzioni di personale aggiuntivo, svolte invece in gran numero negli anni scorsi. Non ci dimentichiamo che la maggior parte di questi lavoratori stagionali sono ragazzi o ragazze lucchesi, che con il proprio lavoro di alcuni mesi possono permettersi di mantenersi gli studi».

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